19 giugno 2006

"il Giardino"


"Ti vorrò bene per sempre" disse un giorno, e si allontanò.
La tempesta di vento portò via le sue lacrime senza che nessuno vedesse che stava piangendo.

Lei continuava a dire: "ti voglio bene davvero" e Lui per la felicità aveva creato intorno a sè un bellissimo giardino in cui i profumi dei fiori inebriavano ed i loro colori erano luce per Lui.

Lei diceva: "ti voglio bene ancora di più" ed un fiore cresceva vicino ai piedi di Lui portando un nuovo profumo; e Lui era contento ed amava.
Ed il cielo divenne azzurro, nero e poi azzurro ancora ed i fiori continuavano a sbocciare.

Ed ad ogni bacio nasceva una stella che andava a dar luce a quel giardino, sempre più splendido.

Un giorno Lui si allontanò ma vide che nel suo splendido giardino i fiori morivano, bruciando.
Da lontano Lui vedeva Lei che, nata per Amare, cominciò a far sbocciare fiori in un altro giardino.

I girasoli la guardavano; guardavano il loro sole allontanarsi per sempre e sembrava piangessero quando, i petali, cadevano a terra bruciati come lacrime.

Il giardino del Ragazzo stava bruciando e così per amore del giardino, dei suoi fiori, singoli ricordi della purezza della sua Amata, decise di tornare da Lei, al centro dell'Universo.

"Ti amo, ma il mio Amore, da solo, non basta al mio giardino; ho provato ad andar via ma il mio Sole sei tu, ed i miei fiori, senza di Te, bruciano".

La Ragazza aprì gli occhi, brillanti di lacrime.
Lui sentì veramente di amarla profondamente e per un attimo ebbe la speranza di portarla con sè nel suo giardino, lontano dal centro dell'universo.
Lei, però, rispose: "ormai non c'è più luce, nè acqua".

Poi, si voltò e con il cuore infranto non diede più luce al suo giardino.

Per il grande Amore, il Ragazzo, decise osservando i raggi di sole dei suoi capelli, di combattere da solo affinchè il suo giardino, che la Ragazza gli aveva donato, non bruciasse.

Lui e Lei, nel giardino, da soli, per sempre.
Da solo non riesce a dare amore ai suoi fiori.
Decise che non l'avrebbe mai lasciata e non avrebbe mai permesso a Nessuno di portargli via il Suo Sole, la Sua Vita..

Grazie ad Ale, per l'Amico che è stato.. perchè con questa favola, nove anni fa, mi fece battere forte il cuore e capire cosa potesse significare essere Amati ed Amare.
Perchè è così..il tempo può scorrere via inesorabile, le nostre voci rimanere mute, ma il bene che si prova, quello, rimane immutato. Stanotte, mi sono resa conto che il bene che ti voglio, doveva riappropriarsi della sua voce, ed eccomi qua. Mi ritrovo a parlare di te, delle tue sedici lune vissute e caratterizzate dalla tua "verticalità gotica", di me, della tua "Musa ispiratrice", della ragazzina quindicenne con gli occhi sempre umidi..Ti abbraccio ragazzo.

Ti vorrò bene per sempre.


"Musa"

3 commenti:

sc1ll4 ha detto...

Una favola stupenda che si non si può commentare perchè lascia senza fiato.
Grazie di averla pubblicata ed avermi dato cosi un altra grande emozione.
Ciao Piccola Stella :*

Igolo ha detto...

que hermoso, bueno las partes que entendí, saludos desde chile... CIAO

Nerò ha detto...

Bellissima! Ho scoperto un nuovo elfo poetico dagli occhi profondi che vive nei meandri del web!
Nero