25 aprile 2008

Il cassetto immaginario è colmo di sogni e speranze, ma, in fondo, qual è il desiderio più grande?
Essere felice, forse?.
No, caro amico... la felicità è una lucciola che ci abbaglia nel cuore della notte, ci dilata le pupille e poi.. cosa ne rimarrà quando l'alba s'aprirà all'orizzonte?
Solo il ricordo di quello sbattere d'ali luminose.
Sono giorni di nuvole che si rincorrono nel cuore. Una corsa ad ostacoli tra fulmini e saette d'indecisione, montagne innevate in agosto, tutte da scalare, e le mie dita scivolano su questa tastiera, figlie dei pensieri miei. Ascoltando "Lezioni di piano", un nodo alla gola mi prende come mano grande e ferma, "cristalli di sale si moltiplicano sul viso", prima di precipitare dal pendio dei profumi. Ed io, muta, mi sento fortunata.

Dopotutto, la sensibilità è sì un dono ed una maledizione assieme, ma lei m'ha baciato la fronte ed io l'ho accolta, nella mia vita, come un mendicante viene accolto nel tempio di dio.

Sono profuga, io. Sono vento e sale, lacrime e lune rovesciate sotto il naso.


Quasi trent'anni fa un amico, dagli occhi limpidi e liquidi, scrisse questa poesia, che io ora dedico a me stessa e a voi tutti.

Uscito sulla sera

ad incontrare il senso del mio giorno

di vita

ho trovato solo contraddizioni

e un grande amore.

Ogni volta una dura prova

per la mia modestia.

Forse un giorno riuscirò a stringere

la mano

di quella viaggiatrice fugace

e solitaria

che sfiora tutte le sere casa mia:

serenità.

(Enzo Rasi)

6 commenti:

DRESSEL ha detto...

grazie carissima. anche per "lezioni di piano", che adoro

enzorasi ha detto...

Dove posare il suono? A chi lasciare il senso dei propri pensieri? Siamo specchi...Una madre e una figlia sono fluire ininterrotto, puoi solo coglierne l'armonia. Un giorno se il mare me ne darà agio vi racconterò una storia di lezioni di piano iniziate...e mai finite. Io scendo sott'acqua ogni sera per riportare lo strumento in superficie: l'acqua non vuole liberarmi.

jjjjj ha detto...

ciao ragazza, un saludo desde España. Me gusto tu blog.

KikiPetite ha detto...

@Dressel: ci sei mancata sai, quei 20 giorni? Non ci abbandonare più! Sei necessaria per sorridere, tu. E riflettere.

@E.R.: se tu vorrai raccontar(ci)mi io avrò occhi attenti, pronti a seguire le dita che carezzano il piano..come le tue su questo mio "velluto nero". Una gioia immensa leggerti. Ps. Quella tua poesia la tengo stretta tra le dita, quasi come un regalo che si ha paura di scartare ed allora, lo si guarda, con gli occhi grandi, con stupore e meraviglia.

@Gabriel: hola amigo español. Eres el bienvenido aqui en mi mundo. Vuelve todas las veces que quieres. Ya he dado un paseo por tu blog, creo que volveré a dejar un saludo desde Roma.

Anonimo ha detto...

C'è qualcuno che ha detto: "Chi molto comprende, molto soffre". Non ricordo con precisione le parole, ma il senso, quello sì che lo ricordo, perchè è il senso della maggior parte delle mie lacrime.
Mannaggia a me!

p.s. un amico poeta, è un dono prezioso, e anche una piccola e deliziosa condanna. :-)

Faith ha detto...

Una sensibilità spiccata è sul serio a volte una maledizione per chi la vive...ma soprattutto un dono, grande e prezioso, perchè arricchisce la vita di sfumature che altrimenti sfuggirebbero, la tua e quella di chi ti sta accanto. E' come potersi godere non solo la meta, ma anche il viaggio. Te lo dice una che ci sbatte la testa ogni giorno, ma se la tiene stretta, cercando solo a tratti di educarla un pò. Quante emozioni ci perderemmo!!!

Un bacio, grande e sincero