
On air: "TearDrop" - MassiveAttack.
Vibrazione. Ecco, mi è arrivato un messaggio. Ore: 22.35. Mittente: Fred.
Dopo parecchi giorni d'attesa è diventato zio.
"E' nato. Ed è bello. Come solo i bambini sanno essere".
Sorrido ripensando alla telefonata che mi aveva fatto il giorno prima, dall'ospedale.
Mi aveva descritto con la voce piena di gioia e stupore, i visi dei genitori che si aggiravano nei corridoi del reparto "maternità". Quei visi increduli che sembrano dire: "non.ci.posso.credere.sto.per.diventare.padre".
Quei padri, ancora un pò bambini, che tengono in braccio, con timore, delle minuscole creature..quelle creature che hanno dita così fine che hai quasi paura a sfiorarle, quei piedini così perfetti che stenti a credere siano veri. E li tengono in braccio cullandoli, li stringono piano, facendo attenzione a che stiano ben al caldo..e li guardi mentre cercano il tuo odore, cercano di ritrovare nei primi momenti di vita, un odore che probabilmente li accompagnerà durante la loro vita. Quegli odori famigliari. Quegli odori che entrano prepotentemente nelle narici ed è difficile dimenticarli.
Non l'avevo mai sentito parlare così fino a quel momento.
Nella sua voce la voglia di dipingere a parole gli stati d'animo e le emozioni che, inaspettatamente, gli andavano incontro, volevano acchiapparlo, gli tendevano le mani affinchè lui le prendesse con sè..Lui, che fa fatica ad ammettere che si sta emozionando davvero, questa volta, invece, ha accolto le emozioni, una per una. Ha dato nomi ad ognuna di loro.
"Ma lo sai che sono davvero belle le donne incinte?".
Sor-rido.
Si, lo so, che sono belle. E' come se avessero una rotondità generale, che parte dalla pancia e finisce al cuore. Hanno visi da bambine e sguardi di donne.
Sono protettive con il loro corpo, sono tanto forti, ma in fondo così fragili.
Vibrazione. Ecco, un altro messaggio. Ore 23.50. Mittente: Jean.
Avrebbe dovuto finire la guardia medica già da 3 ore. Ma qualcosa è andato storto.
"Ho fatto tutto quello che dovevo fare, ho fatto tutto il possibile, te lo giuro..ma..l'ho perso. L'ho perso tra le mie braccia".
Lui, 38 anni. 35 anni sua moglie. Attimi di paura. Attimi in cui i ventisei anni che hai sembrano non essere abbastanza.
Momenti in cui l'unica cosa che vorresti sarebbe svegliarti pensando che tutto è stato solo un brutto sogno, che le immagini che hai negli occhi non stanno capitando proprio a te.
Ma così non è.
E mentre qualcuno in un ospedale piangeva di gioia, tenendo in braccio, e guardando sgambettare quell'esserino così perfetto e delicato, qualcun'altro, lontano da qui, tra le braccia, piangeva l'uomo che amava.
La Gioia ed il Dolore a volte camminano insieme, negli stessi istanti.
Poi, entrambe cambiano rotta prendendo per mano qualcuno.
E c'è il Destino che fa da arbitro.
Ora, un piccolo cuore batte mentre un altro si è fermato.
La vita è come una giostra. Su quei cavalli colorati tutti prima o poi facciamo la nostra corsa.
Quache cavallo si ferma, a volte inaspettatamente, prima degli altri.
Tu ti volti a guardare chi è rimasto indietro, senza poter far nulla.
Allora prosegui la tua corsa portando con te l'immagine delle persone che ami e che hai amato.
L'importante, credo, sia impegnarci affinchè queste corse, nonostante a volte siano faticose, portino ad una mèta, qualsiasi essa sia per noi.