22 giugno 2006

Niña




" Niña morena y ágil,
el sol que hace las frutas,
el que cuaja los trigos,
el que tuerce las algas,
hizo tu cuerpo alegre,
tus luminosos ojos y tu boca que tiene la sonrisa del agua.

Un sol negro y ansioso se te arrolla en las hebras de la negra melena,
cuando estiras los brazos.
Tú juegas con el sol como con un estero
y él te deja en los ojos dos oscuros remansos.

Niña morena y ágil,
nada hacia ti me acerca.
Todo de ti me aleja,
como del mediodía.
Eres la delirante juventud de la abeja,
la embriaguez de la ola,
la fuerza de la espiga.

Mi corazón sombrío te busca,
sin embargo,
y amo tu cuerpo alegre,
tu voz suelta y delgada.
Mariposa morena dulce y definitiva como el trigal y el sol,
la amapola y el agua".

(Pablo Neruda)

"Bimba bruna e flessuosa,
il sole che fa la frutta,
quello che riempie il grano,
quello che piega le alghe,
ha fatto il tuo corpo allegro,
i tuoi occhi luminosi e la tua bocca che ha il sorriso dell'acqua.

Un sole nero e ansioso si attorciglia alle matasse della tua nera chioma,
quando allunghi le braccia.
Tu giochi con il sole come un ruscello e lui ti lascia negli occhi due piccoli stagni scuri.

Bimba bruna e flessuosa,
nulla mi avvicina a te.
Tutto da te mi allontana,
come dal mezzogiorno.

Sei la delirante gioventù dell'ape,
l'ebbrezza dell'onda,
la forza della spiga.

Eppure il mio corpo cupo ti cerca,
e amo il tuo corpo allegro,
la tua voce disinvolta e sottile.
Farfalla bruna dolce e definitiva come il campo di grano e il sole,
il papavero e l'acqua".

Sin Palabras.


Mentre trombette ed urla festose invadono la mia città, felici per la vittoria dell'Italia contro la R.Ceca, io me ne rimango qui, in silenzio, con questo maledetto caldo che obnubila la mia mente...

21 giugno 2006

"Funeral Blues"



"Fermate tutti gli orologi
isolate il telefono
fate tacere il cane con un osso succulento.
Chiudete il pianoforte tra un rullio smorzato,
portate fuori il feretro.
Si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani,
lamentosi,
lassù e scrivano sul cielo il messaggio:
"Lui è morto".

Allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni.
I vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio nord,
il mio sud,
il mio est
il mio ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì,
la mezzanotte,
la mia lingua,
il mio canto.

Pensavo che l'amore fosse eterno
ed avevo torto.
Non servono più le stelle,
spegnetele anche tutte,
imballate la luna,
smontate pure il sole,
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco
perché ormai niente servirà più a niente".

(W.H.Auden - poesia tratta dal film "Quattro Matrimoni ed un Funerale")

"Melancolía de funeral"

"Para todos los relojes,
corta el teléfono,
impide que el perro ladre con un hueso jugoso.
Silencia los pianos,
y con tambor amortiguado,
trae afuera el cajón,
deja que los afligidos vengan.

Deja que los aviones circulen gimiendo por encima,
garabateando en el cielo el mensaje
"él esta muerto".
Pon grandes cintas alrededor de los blancos cuellos de los cisnes.
Deja que los policías de trafico usen negros guantes de algodón.

Él era mi norte,
mi sur,
mi este,
y oeste,
mi semana de trabajo y mi descanso de Domingo,
mi mediodía,
mi medianoche,
mi habla,
mi canción.
Pense que amor duraría para siempre.
Estaba equivocada.

Las estrellas no son deseadas ahora,
apaga todas y cada una.
Envuelve la luna y desmantela el sol.
Vuelca el océano y barre la madera.
Porque ahora nada podría hacer ningún bien".


Foto di Luigi Ghirri.

20 giugno 2006

"il Pescatore"


"All'ombra dell'ultimo sole
s'era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.

Venne alla spiaggia un assassino,
due occhi grandi da bambino,
due occhi enormi di paura,
eran lo specchio d'un'avventura.

E chiese al vecchio,
dammi il pane,
ho poco tempo e troppa fame,
e chiese al vecchio,
Dammi il vino,
ho sete e sono un assassino.

Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno,
non si guardò neppure intorno
ma versò il vino e spezzò il pane
per chi diceva,
ho sete, ho fame.

E fu il calore di un momento,
poi via di nuovo verso il vento,
davanti agli occhi ancora il sole,
dietro alle spalle un pescatore.
dietro alle spalle un pescatore,
e la memoria è già dolore,
è già il ricordo di un aprile
giocato all'ombra d'un cortile.

Vennero in spiaggia due gendarmi,
vennero in sella con le armi
e chiesero al vecchio se,
li' vicino,
fosse passato un assassino.

Ma all'ombra dell'ultimo sole
s'era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.."

"El
pescador"

A la sombra del ultimo sol
Estaba somnoliento un pescador
y tenia un surco a lo largo de la cara
como una especie de sonrisa.

Vino a la playa un asesino,
dos ojos grandes de niño,
dos ojos enormes de miedo,
eran los espejos de una aventura.
Y pidió al viejo "dame el pan",
"tengo poco tiempo y demasiada hambre"
y pidió al viejo "dame el vino",
"tengo sed y soy un asesino ".

Los ojos abrió el viejo al día,
no miró tampoco alrededor,
pero vertió el vino y partió el pan
para quien decía "tengo sed, tengo hambre"
Y fue el calor de un momento
entonces camino de nuevo hacia el viento,
delante de los ojos todavía el sol,
a su espalda un pescador.
A su espalda un pescador
y la memoria es ya dolor,
es ya el pesar de un abriljugado
a la sombra de un patio.

Vinieron en silla dos gendarmes,
vinieron en silla con las armas,
preguntaron al viejo si por allá cerca
había pasado un asesino.
Pero a la sombra del ultimo sol
estaba somnoliento un pescador
y tenia un surco a lo largo de la cara
como una especie de sonrisa
y tenia un surco a lo largo de la cara
como una especie de sonrisa.."

Sono passati diciottoanni da quando mia madre mi cantava questa canzone, la sera per farmi addormentare..ed oggi, quando la ascolto, mi ricordo del profumo del mandorlo che entrava in casa e la mano di mia madre che mi accarezzava i capelli...
Han pasado dieciocho anos desde cuando mi madre me cantaba esta cancion, la noche para que me durmiera..y hoy, cada vez que la escucho, me recuerdo del olor del almendro que entraba en mi casa y el toco de la mano de mi madre sobre mis cabellos...

Foto: Sebastiao Salgado

"Abro la Ventana"


"Ahora me levanto
De esta cama
Ahora abro la ventana
Y entra la luz
Con el viento
Ahora te siento
Y estas tan lejos
De aquí

Si un día te vas
Y ya no vuelves más
Si un día me voy
Y ya no vuelvo yo

Que largo es el mundo
Es infinito
Ayer te tuve
En mis brazos
Y hoy como un grano de arena
En algún suelo ajeno
Estas escondido de mí

Si un día te vas
Y ya no vuelves más
Si un día me voy
Y ya no vuelvo yo

Que grán silencio
Todo en suspenso
Que vértigo de no verte
Retumbo como una campana
Abro la ventana
Y entras tú
Entras tú…"

(Lhasa)


"Apro la finestra"

"Ora mi alzo
da questo letto
ed apro la finestra
entra la luce
con il vento
ora ti sento e sei così lontano da qui

Se un giorno te ne andrai e non tornerai più
Se un giorno ne me andrò, io non tornerò più

Quanto grande è il mondo
E' infinito
Ieri ti tenevo tra le mie braccia
Ed oggi come un granello di sabbia
Su qualche terra estranea
Ti sei nascosto da me

Che gran silenzio
Tutto rimane in sospeso
Che vertigine quando non ti vedo
Rimbombo come una campana
Apro la finestra
Ed entri tu..
Entri tu.."

19 giugno 2006

"il Giardino"


"Ti vorrò bene per sempre" disse un giorno, e si allontanò.
La tempesta di vento portò via le sue lacrime senza che nessuno vedesse che stava piangendo.

Lei continuava a dire: "ti voglio bene davvero" e Lui per la felicità aveva creato intorno a sè un bellissimo giardino in cui i profumi dei fiori inebriavano ed i loro colori erano luce per Lui.

Lei diceva: "ti voglio bene ancora di più" ed un fiore cresceva vicino ai piedi di Lui portando un nuovo profumo; e Lui era contento ed amava.
Ed il cielo divenne azzurro, nero e poi azzurro ancora ed i fiori continuavano a sbocciare.

Ed ad ogni bacio nasceva una stella che andava a dar luce a quel giardino, sempre più splendido.

Un giorno Lui si allontanò ma vide che nel suo splendido giardino i fiori morivano, bruciando.
Da lontano Lui vedeva Lei che, nata per Amare, cominciò a far sbocciare fiori in un altro giardino.

I girasoli la guardavano; guardavano il loro sole allontanarsi per sempre e sembrava piangessero quando, i petali, cadevano a terra bruciati come lacrime.

Il giardino del Ragazzo stava bruciando e così per amore del giardino, dei suoi fiori, singoli ricordi della purezza della sua Amata, decise di tornare da Lei, al centro dell'Universo.

"Ti amo, ma il mio Amore, da solo, non basta al mio giardino; ho provato ad andar via ma il mio Sole sei tu, ed i miei fiori, senza di Te, bruciano".

La Ragazza aprì gli occhi, brillanti di lacrime.
Lui sentì veramente di amarla profondamente e per un attimo ebbe la speranza di portarla con sè nel suo giardino, lontano dal centro dell'universo.
Lei, però, rispose: "ormai non c'è più luce, nè acqua".

Poi, si voltò e con il cuore infranto non diede più luce al suo giardino.

Per il grande Amore, il Ragazzo, decise osservando i raggi di sole dei suoi capelli, di combattere da solo affinchè il suo giardino, che la Ragazza gli aveva donato, non bruciasse.

Lui e Lei, nel giardino, da soli, per sempre.
Da solo non riesce a dare amore ai suoi fiori.
Decise che non l'avrebbe mai lasciata e non avrebbe mai permesso a Nessuno di portargli via il Suo Sole, la Sua Vita..

Grazie ad Ale, per l'Amico che è stato.. perchè con questa favola, nove anni fa, mi fece battere forte il cuore e capire cosa potesse significare essere Amati ed Amare.
Perchè è così..il tempo può scorrere via inesorabile, le nostre voci rimanere mute, ma il bene che si prova, quello, rimane immutato. Stanotte, mi sono resa conto che il bene che ti voglio, doveva riappropriarsi della sua voce, ed eccomi qua. Mi ritrovo a parlare di te, delle tue sedici lune vissute e caratterizzate dalla tua "verticalità gotica", di me, della tua "Musa ispiratrice", della ragazzina quindicenne con gli occhi sempre umidi..Ti abbraccio ragazzo.

Ti vorrò bene per sempre.


"Musa"

"Piccola Stella Senza Cielo"


"These Smiling Eyes are just a Mirror for the Sun"

18 giugno 2006

L'eleganza non è Acqua...


"Moon River, wider than a mile, I'm crossing you in style some day. Oh, dream maker, you heart breaker, wherever you're going I'm going your way. Two drifters off to see the world. There's such a lot of world to see. We're after the same rainbow's end-- waiting 'round the bend, my huckleberry friend, Moon River and me..".
( Audrey Hepburn in Breakfast at Tiffany's)

16 giugno 2006

Por Mi Caracol Loco: Adelante ConMigo...hasta el Infinito.



Foto: Thonon Les Bains in una spettacolare giornata di Marzo..Merci petit.

Para Ti...


"..perché tu sei, tu sei dentro di me e poi tu sei molto più forte di me. E' la verità, ma come si fa, dove saremo io e te domani, domani saremo ancora così lontani, ci annuseremo da lontano come i cani, i cani, proprio come due bambini io e te...ecco cosa saremo io e te domani.. saremo nuvole nel cielo così almeno non saremo più lontani, lontani, e quando il vento lo vorrà ci incontreremo ci troveremo io e te domani io e te..."

(Lucio Dalla)


Te echo de menos...y sigo volviendome loca por ti.
Ti amo.

"Non Ti voglio Fermare"


"..non ti voglio fermare, io ti lascero' andare..c'e' sempre una partenza, stai con me o stai senza, perche' credo che amare sia lasciar liberi di fare..stai con me o senza.."
(Mauro di Maggio)

"Les enfants qui s'aiment"


"Les enfants qui s'aiment s'embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s'aiment
Ne sont là pour personne
Et c'est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage, leur mépris, leurs rires et leur envie
Les enfants qui s'aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l'éblouissante clarté de leur premier amour".

(Jacques Prevert)


...

"I ragazzi che si amano"


"I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore".

15 giugno 2006

A Tutte quelle Persone che per Paura non si "lasciano andare"..


“Mia piccola Amelie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se si lascia scappare questa occasione, con il tempo, sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro.
Perciò si lanci, accidenti a lei!..”

Piccole Orme...

".. And I think to myself ...what a wonderful world.."
Per la Foto grazie Emmanuele..

I want to Fly Away...


"...I wish that I could fly into the sky , so very high..I want to get away..."
(L.Kravitz)

"Sweet Dreams"


"Sweet dreams are made of this
Who am I to disagree?
Travel the world and the seven seas
Everybody's looking for something
Some of them want to use you
Some of them want to get used by you
Some of them want to abuse you
Some of them want to be abused..

I wanna use you and abuse you
I wanna know what's inside you
(Whispering) Hold your head up, movin' on
Keep your head up, movin' on
Hold your head up, movin' on
Keep your head up, movin' on
Hold your head up, movin' on
Keep your head up, movin' on
Movin' on!

I'm gonna use you and abuse you
I'm gonna know what's inside
Gonna use you and abuse you
I'm gonna know what's inside you.."

(Eurythmics)

Foto di Nadezhda Oleg Lyahova

13 giugno 2006

Chuuut.


Sì!

Dico a Voi!

Silenzio, Vi prego.

Provate soltanto ad ascoltare il battito impazzito dei Loro cuori.

"Juste Toi et Moi"


"..comme des cygnes, comme toi et moi comme les étoiles, Nous resterons si pâles, comme les cygnes, juste toi et moi un peu trop sales..On n'a rien fait de mal, comme les étoiles, comme toi et moi..Juste toi et moi .."
(Indochine)

"A ton étoile"


"Sous la lumière en plein
et dans l'ombre en silence
si tu cherches un abri
Inaccessible
Dis toi qu'il n'est pas loin
et qu'on y brille
A ton étoile
Petite soeur de mes nuits
ça m'a manqué tout ça
quand tu sauvais la face à bien d'autre que moi
sache que je n'oublie rien
mais qu'on efface
A ton étoile
Toujours à l'horizon
Des soleils qui s'inclinent
comme on a pas
le choix il nous reste le coeur
tu peux cracher même rire,
et tu le dois
A ton étoile
A Marcos
A la joie
A la beauté des rêves
A la mélancolie
A l'éspoir qui nous tient
A la santé du feu
Et de la flamme
A ton étoile.."

(Yann Tiersen)

Alla mia etoile, che brillando di notte la rende meno buia, alla mia etoile che da lontano con la sua luce entrando silenziosamente nella mia stanza viene ad accarezzarmi i capelli..alla mia etoile che mi insegna, ogni giorno, ad essere una donna senza farmi perdere la gioia di essere ancora un pò bambina, alla mia etoile che sorride con gli occhi, alla mia etoile che porta sul suo cuore la mia di stella blu...alla mia etoile che mi fece scoprire un anno fa questa canzone...cuando la escucho, cierro los ojos y me dejo llevar lejos...alla mia etoile: affinchè non smetta mai di brillare nella sua semplicità disarmante...

..la Vita - il Desiderio...un Match.


Persa nei miei pensieri, ascoltavo "la Confession" di Lhasa e riflettevo sul tradimento..

"Je n’ai pas peur
De dire que je t’ai trahi
Par pure paresse
Par pure mélancolie
Qu’entre toi Et le diable
J’ai choisi le plus confortable .."

..Quello vissuto, quello celato, quello confessato ingenuamente, quello incoffessabile.
Il tradimento che divora le ossa fino a rosicchiarle, quello che fa male, quello che brucia dentro come una fiamma senza fine.
La paura che senti perchè sai di non doverlo desiderare...e poi la passione, la forza che cerchi dentro di te, nel profondo, e che non trovi per smettere di desiderare...il desiderio.
Una sensazione potente e proprio perchè potente, pericolosa.

Il desiderio: un frutto dolcissimo ed amarissimo allo stesso tempo.

Il dolore che provoca intorno.

La delusione e l'amarezza.

Sui volti..il disprezzo.

Ed allora, in quel momento, ti senti una persona nuda.

Davanti a te stesso, davanti alla persona che dicevi di amare.

La vita è come una partita di tennis.


La pallina gialla significa molto e la forza con cui tu cerchi di mandarla al di là delle rete...sta tutto lì: nella forza.

La forza di essere coerente, con il tuo essere, con ciò che ami, con la tua coscienza.
Per non dover dire "perdonami", per non dover sentirti "nudo" di fronte alla realtà.
Perchè in quel momento ti sei lasciato andare ma non avresti dovuto...è stato più forte, di te, dell'amore che provi...

...ed allora pensi che tutto sia istinto, primordiale, "animale".

Ed un pò, in fondo, forse è così.

Una partita di tennis in cui i due giocatori danno se stessi...e basta "poco", anche solo un colpo di vento per far spostare la pallina. L'equilibrio, su cui avevamo puntato tutto.

Ma può davvero un colpo di vento distruggere quello che abbiamo costruito con fatica? O è solo una scusa?

Non è colpa nostra se in quella "battuta" non abbiamo impresso più forza per far sì che la pallina andasse al di là della rete nonostante il vento...?

La vita. Un inspiegabile miracolo.


"Qualcuno" da lassù ci dà questa grande opportunità. La vita. Sta a noi, giocare questa partita, nel miglior modo possibile, imprimendo tutta la forza possibile, affinchè quella pallina cada nel campo giusto, imprimere forza, tanta forza, affinchè un colpo di vento non sia in grado di mettere a repentaglio la nostra vita.

Perchè la nostra felicità non si può costruire sull'infelicità degli altri.

Perchè si può sbagliare.
E si può perdonare.


Il perdono.
Un grande atto di coraggio e di umanità.
Una grande forza d'animo.

Perdonare sì...ma non per sentirsi, poi, più forti dell'altro a posteriori, ma solo per capire che siamo uomini fatti di carne ed ossa, di passione..ed ogni tanto la via possiamo smarrirla, per un colpo di vento, per un abbaglio, per una debolezza troppo forte, più forte di noi.

Si può sbagliare tradendo o, al contrario, si può scoprire un grande amore.

Ricordo che quando uscii dal cinema Embassy dopo aver visto "Match Point", l'ultimo film di Woody Allen, lo sgomento mi assalì.
Lo sgomento per un tradimento troppo passionale e per una fine inaspettata, infinitamente dura e violenta.
Un tradimento nato per passione, consumato per amore, finito con una morte troppo amara...perchè la morte è amara. Soprattutto quando è associata all'amore e quando tocca i giovani.

Amore e morte.
Sono agli antipodi, eppure così vicini, l'uno accanto all'altro, come in Romeo e Giulietta.

Eros e thanatos.

Amare da morire...e morire per amarsi senza fine.

Tradire amando...tradire solo per passione.

Due cose totalmente diverse.

E quando compare la parola tradimento, compare il dolore.
Il dolore di più persone.

Ed allora dovremmo avere la forza di non tradire.
Di non tradire noi stessi e le persone che amiamo.
Perchè diventa sempre più difficile rispondere alla domanda "perchè".

Ed allora si rimane in silenzio anche se quel silenzio quando incrocia lo sguardo perso dell'altro, ha voce...
Vorrebbe dire la verità ma rimane strozzato lì, in fondo alla gola...la mascella serrata e la paura di dire la Verità prende il sopravvento ed allora neghi anche l'evidenza.

La forza.

Ecco cosa serve.

Perchè, molte volte, quella pallina gialla è più importante di quel desiderio.

Perchè io, quando avrò cinquant'anni, non voglio dire o sentirmi dire "perdonami"...perchè...fa male.

Fa male da morire.

Perchè a cinquant'anni non vedrò i capelli bianchi della persona che amo o le rughe che gli solcano il viso...vedrò il ragazzo che mi fece innamorare quel giorno...ed allora non cercherò lontano da me ma tenderò la mano per raggiungere ciò che sarà lì, accanto a me...perchè se pensi di aver trovato l'Amore, quello vero, quello che ti stritola il cuore facendo batterlo all'impazzata...beh, allora, ti puoi ritenere una persona completa e non cercherai nient'altro che quello e sentirai
la stessa passione di quel giorno di aprile di tanti anni prima...

Due Stelle


"...nei tuoi occhi che ho davanti, tieneli chiusi, pochi istanti, perchè sono disarmanti..."..

..posso vedere me stessa, nei tuoi occhi...profondi, innocenti...

..Loro mi leggono nell'anima, raccontano emozioni, sono lo specchio di te, della persona magica che sei...non potrebbero mai mentirmi i tuoi occhi...la bocca potrebbe essere "traditrice" ma i tuoi occhi...mai...

..la tua vita, la tua gioia, le tue paure, le tue insicurezze, sono capace di leggertele negli occhi...la voglia di me...non c'è bisogno di parlare...

..i nostri silenzi parlano molto di più di mille parole scritte, sussurrate od urlate...

...i nostri sguardi: complici.

Adoro acciecarmi con la luce di quelle stelle, smarrire la mia strada nel tuo sguardo per poi tornare a ritrovarla nel sentiero dove i ciottoli sono emozioni, i fiori, le tue mani, l'acqua la tua bocca, una strada fatta di parole sospirate all'orecchio e vibrazioni dell'anima e poi.. con la stessa ingenuità e con lo stesso sguardo, dirti tutto o forse nulla...solo così lasciarti carpire qualcosa di me.

Vorrei rubare la luce di quelle stelle per far sì che illuminino solo il mio mondo e tenerla solo per me...

...sempre e solo per me.

12 giugno 2006

Come "Pollicino".


Ho messo le briciole
anzichè i sassi
per ritrovare la mia via
ed uno stormo di aquile pazze
è arrivato per mangiarsi il mio passato.

11 giugno 2006

"Les Choristes"


"Vois sur ton chemin
Gamins oubliés égarés
Donne leur la main
Pour les mener
Vers d'autres lendemains

Sens au coeur de la nuit
L'onde d'espoir
Ardeur de la vie
Sentier de gloire

Bonheurs enfantins
Trop vite oubliés effacés
Une lumière dorée brille sans fin
Tout au bout du chemin

Sens au coeur de la nuit
L'onde d'espoir
Ardeur de la vie
Sentier de gloire

Vois sur ton chemin
Gamins oubliés égarés
Donne leur la main
Pour les mener
Vers d'autres lendemains.."

"Una favola meravigliosa, una poesia recitata da voci di bambino. Un film splendido".

Nella foto: Jean-Baptiste Maunier

"Que Bonita es la Vida Contigo"


Foto di Samantha Wolov

10 giugno 2006

Statici Pensieri


Stasera non hanno ali questi miei pensieri ed allora, pigri, rimangono qui, fermi, come queste parole su questo schermo.
Scrivo di me.
Scrivo di un esame, troppo vicino...e la mia mente, invece, troppo lontana.
Il giorno è fatto di ventiquattro ore eppure mi sembrano sempre troppo poche, quando ti rendi conto che il tempo per sapere "tutto" non basterebbe mai...
E prendi coscienza del fatto che stai prendendo solo in giro te stessa, pensando di poter imparare così tante cose in così pochi giorni ed allora ti assale anche un senso di "imbarazzo infantile" verso te stessa e verso chi, ha impiegato una vita a scrivere dei libri, quando poni il tuo sguardo su quel libro, perchè lo sai benissimo che quello che stai studiando meriterebbe molto di più di un semplice affanno volto a superare un esame...
Quello che stai studiando dovrebbe avere il rispetto che merita, perchè sarà il tuo futuro...eppure perchè invece di ragionare sul "diritto penale tra essere e valore" me ne rimango qui, ascoltando danzare le fisarmoniche di Yann Tiersen e scrivendo un'altra pagina della mia Vita?
Il diritto: sarà davvero questa la mia strada?
Oppure è solo qualcosa che ho iniziato, "inconsapevolmente", e che dev'essere portata a termine?
Mille domande, ancora stanotte, affollano la mia mente...

E me rimango qui, muta, nella mia confusione...

Confusione che domani verrà distratta ma che non riuscirò a soffocare e così, finalmente, ad uccidere...verrà solo sopita, per poi, ritornare a tormentarmi...


09 giugno 2006

..grande, grande, grande...


Gaetano:"Se te dico cà parto parto! basta me sò scucciato.. ricomincio da tre";
Lello: "Da zero!"
Gaetano: "Nossignore da tre! Cioè tre cose me sò riuscite ind'a vita e adda lassà pure chelle...";
Lello:"Attento Gaetà, chi parte sa da che cosa fugge ma non sa che cosa cerca..";
Gaetano: "Azz è bella!, l'e fatte tu?" ;
Lello: "Si" .
Tratto da "Ricomincio da Tre" 1980-'81(Troisi-Arena)

Fino alla fine del mondo...


"Lentamente scivola
La tua mano su di te
Quel tanto che basta per trasformare
Ogni carezza in un gemito
Ti guardo accaldata contorcerti
Tra le lenzuola umide
Golosa ed implacabile
Forza fammi male finchè vuoi
Lo sai
Pioggia io sarò
per toglierti la sete
E sole salirò per asciugarti bene
Vento arriverò per poterti accarezzare
Ma se vuoi se tu vuoi
Tra fango e neve, fango e neve impazzirò..
Fino alla fine, fino alla fine del mondo
Vieni con me, vieni con me, vieni con me
Ad insegnarmi a camminare,
ad insegnarmi a respirare
Con le mani, con le mani,
con le mani
Con le tue mani potrei morire,
sulle tue mani potrei.."

(Negrita)

"Tienes tu forma de hablar, también de pensar y de actuar.
Yo tengo las mías, no las critiques, déjame en paz.
Y me da igual, no les hago caso.
La gente habla mucho hablar por hablar".
(KaosEtiliko)
Foto di F.M.Banier

"Dammi solo Anestetici Sorrisi.."

Perdre la tête...


Foto di F.M.Banier

06 giugno 2006


"A vida passa...
Os minutos voam...
Mas guardamos doces memorias...
E recordacoes que nos abencoam...
Coisas que nos fazem sonhar...
Coisas que nos fazem sorrir...
Olhei de novo para ti e acordei...

Para toda esta imensidao de sentir...
Porque no meio de milhoes de emocoes...
De encontros, desencontros e de ilusoes...
Quase tudo desvanece...
Mas ha qualquer coisa que permanece...

Porque o coracao guarda...
Momentos, desejos e sentimentos...
Que a propria razao desconhece...
O tempo iludiu-me que o rumo da minha vida tinha mudado...

Meses, dias, horas, minutos passaram, e permanecia a estranha sensacao de nao teter ao meu lado...
Agarrei entao as minhas armas e dei por mim a lutar...
A entregar-me de corpo e alma para fazer o passado regressar...

Hoje esse doce passado volta novamente a ser presente...
Porque nao consigo viver, se te sentir ausente...
Por isso, perdoa-me se alguma coisa te doeu...
Mas juro que tudo o que tenho, continua e continuara para sempre a ser teu..."

...

"La vita passa..i minuti volano..
ma teniamo con cura le dolci memorie..
i ricordi che ci riempiono..
cose che ci fanno sognare..cose che ci fanno sorridere..
ti ho guardato di nuovo e mi sono svegliata..

Per tutta questa immensità di sensazioni..
perchè nel mezzo di milioni di emozioni..
di incontri, allontanamenti e illusioni..
quasi tutto scompare..
ma c'è comunque qualcosa che rimane..
perchè il cuore mette da parte..
momenti, desideri e sentimenti..
che la stessa ragione non conosce..

Il tempo mi aveva illuso che il corso della mia vita era cambiato..
giorni, mesi, ore, minuti passarono, e rimaneva quella strana sensazione di non sentirti al mio fianco..
Ho preso quindi le mie armi e mi son messa a lottare..
dare corpo e anima perchè il passato potesse tornare..

Oggi questo dolce passato torna nuovamente ad esser presente..
perchè non posso vivere se ti sento assente..
per questo, perdonami se qualche cosa ti ha fatto male..
ma giuro che tutto quel che ho continua e continuerà a esser tuo.."

Grazie a Francesco, per avermi "regalato" questa poesia...

05 giugno 2006

Mia Nonna è per me...


..da sempre la vedo come una delle fatine della "Bella addormentata nel bosco" e non posso non amarla per quella che è: una donna, di piccola statura ma con un cuore che trasuda amore da ogni piccola vena...

..la nonna "tipica". La nonna che ha assecondato ogni mio desiderio, quella che mi faceva salire, in piedi sulla sedia, per impastare la pizza, sporcandole tutta la cucina...e che rideva quando si ritrovava la farina tra i capelli...

..la nonna che ha tenuto attaccato al frigorifero un giochino che le regalai quando avevo solo 7 anni e che quando cambiò il frigoriferò si dispiacque al doverlo staccare...

..la nonna dei sorrisi e delle lacrime piante, quando, da bambina, io vivevo al mare e mi venivano a trovare lei ed il nonno ed ogni volta che dovevamo salutarci, mi portavano alle giostre, per farmi distrarre nella speranza che io non esplodessi in un pianto disperato...ma...quasi sempre era quella la fine della fiaba...

..non potrò mai dimenticarmi di quel giorno di giugno di tanti anni fa, quando, i miei nonni, prima di ripartire per Napoli, mi portarono alle giostre del lungomare a Gaeta e mi fecero salire sul "cavalluccio degli indiani"...dio, mi sembra ancora di poter sentire la canzoncina che il padrone della giostrina metteva a ripetizione...Io ridevo, ero felice mentre mia madre mi teneva per mano...quando ad un certo punto, girando il viso, cercai con gli occhi la figura di nonna...niente!Non c'era!Se n'erano andati "a tradimento"; con la scusa del cavalluccio degli indiani, loro se n'erano andati via...credo che quella sia stata la prima volta in cui ho sentito il dolore da "abbandono".
Eh si, non esagero, perchè a cinque anni è difficile esprimere la delusione immensa al non trovare alle tue spalle qualcuno che pensavi fosse ancora là...

...la nonna delle preghiere senza fine in qualsiasi giorno della settimana...e a qualsiasi ora... preghiere per i miei studi, per i miei viaggi, per la mia salute, per la mia famiglia attuale e chissà, per una futura che verrà..

...una nonna che alla mia età già era madre per la terza volta, una nonna che a 14 anni ha vissuto la sua adolescenza sotto le bombe della guerra e che veniva corteggiata da mio nonno, con tanto di "scorta" al seguito.."perchè non era "buon costume" per una signorina di quei tempi andare a passeggio sola con un "giovanotto"...

..una nonna che nonostante l'educazione rigida dei tempi, è stata ed è tuttora una donna-nonna moderna.
Una nonna con il cellulare...anche se ancora dopo anni si ostina a lasciare messaggi nella segreteria telefonica, facendo lunghe pause, come se aspettasse la risposta di qualcuno...

..la nonna della foto appoggiata sul pianoforte, la signora dai capelli color del rame in quella foto a Capri, negli anni '50, bella, bella, come una diva di quegli anni lì...

Donna.
Donna con tutti gli aggettivi che ad una donna, come mia nonna, si possono dare.
Forte e capricciosa.
Napoletana.
Mamma, a modo suo.
Intelligente.
Buona.
Simpatica.
Moderna.
Eccellente cuoca...

Le sto scrivendo questa sera, perchè sentendo parlare un mio amico dei suoi nonni, qualche giorno fa, ho avuto nostalgia dei miei.
Di quelli che non ci sono più.
E di questa nonna, così particolare, che ho la fortuna di avere ancora al mio fianco.
Perchè è una fortuna avere ancora nella nostra vita queste persone magiche, poter sentire i loro racconti "d'altri tempi", poter sbalordirci ai racconti di 50 anni fa, quando tutto era diverso, quando il mondo girava in un altro senso, quando loro erano diversi ed allora solo in quel momento ti rendi conto di quanto le persone possono adattarsi e di quanto, invece, crescere in una determinata epoca, ti plasmi e ti forgi.

Avrei voluto dire a mio nonno, l'amore profondo che mi legava a lui...ma non ho fatto in tempo.
E di questo mi cruccio e ne soffro da morire.
Ed allora, ora che so, quanto sia difficile vivire con il rimorso di non aver detto ad una persona cara quello che si provava per lei...

...lo faccio ora per mia nonna.

"Grazie Nonna C. per quello che mi hai dato in questi 23 anni, per quello che mi stai dando ancora oggi, per amarmi come un'altra figlia, e per i baci che prima mi hai dato al telefono..sono riusciti ad entrarmi nell'anima. Sei una persona unica ed io non posso non amarti come sto facendo".

Tua nipote.
Nella Foto: Una Nonna e Nipotina

"La Marioneta"


"Si por un instante Dios se olvidara
de que soy una marioneta de trapo
y me regalara un trozo de vida,
posiblemente no diría todo lo que pienso,
pero en definitiva pensaría todo lo que digo.

Daría valor a las cosas, no por lo que valen,
sino por lo que significan.
Dormiría poco, soñaría más,
entiendo que por cada minuto que cerramos los ojos,
perdemos sesenta segundos de luz.

Andaría cuando los demás se detienen,
Despertaría cuando los demás duermen.
Escucharía cuando los demás hablan,
y cómo disfrutaría de un buen helado de chocolate.

Si Dios me obsequiara un trozo de vida,
Vestiría sencillo, me tiraría de bruces al sol,
dejando descubierto, no solamente mi cuerpo sino mi alma.
Dios mío, si yo tuviera un corazón,
escribiría mi odio sobre hielo,
y esperaría a que saliera el sol.

Pintaría con un sueño de Van Gogh
sobre las estrellas un poema de Benedetti,
y una canción de Serrat sería la serenata
que les ofrecería a la luna.

Regaría con lágrimas las rosas,
para sentir el dolor de sus espinas,
y el encarnado beso de sus pétalo...
Dios mío, si yo tuviera un trozo de vida...

No dejaría pasar un solo día
sin decirle a la gente que quiero, que la quiero.
Convencería a cada mujer u hombre de que son mis favoritos
y viviría enamorado del amor.

A los hombres les probaría cuán equivocados están,
al pensar que dejan de enamorarse cuando envejecen,
sin saber que envejecen cuando dejan de enamorarse.
A un niño le daría alas,
pero le dejaría que él solo aprendiese a volar.

A los viejos les enseñaría que la muerte
no llega con la vejez sino con el olvido.
Tantas cosas he aprendido de ustedes, los hombres
He aprendido que todo el mundo quiere vivir
en la cima de la montaña,
Sin saber que la verdadera felicidad está
en la forma de subir la escarpada.

He aprendido que cuando un recién nacido
aprieta con su pequeño puño,
por vez primera, el dedo de su padre,
lo tiene atrapado por siempre.

He aprendido que un hombre
sólo tiene derecho a mirar a otro hacia abajo,
cuando ha de ayudarle a levantarse.
Son tantas cosas las que he podido aprender de ustedes,
pero realmente de mucho no habrán de servir,
porque cuando me guarden dentro de esa maleta,
infelizmente me estaré muriendo".

Gabriel García Márquez

...

"La Marionetta"

"Se per un istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di stracci
e mi regalasse un tozzo di vita,
probabilmente non direi tutto ciò che penso,
però, in definitiva, penserei comunque
tutto ciò che dico.
Darei valore alle cose, non per ciò che valgono,
ma per ciò che significano.

Dormirei poco,
farei correre di più la voce,
capisco ora che per ogni minuto in cui chiudiamo gli occhi,
perdiamo sessanta secondi di luce.

Proseguirei dove gli altri si fermano,
mi alzerei quando gli altri dormono.
Ascolterei quando gli altri parlano,
e come gusterei un buon gelato di cioccolato.

Se Dio mi ossequiasse di un tozzo di vita,
vestirei semplicemente,
mi butterei sotto il sole,
lasciando scoperto non solo il mio corpo ma anche la mia anima.
Dio mio, se io avessi un cuore,
Scriverei il mio odio sul ghiaccio,
e attenderei che uscisse il sole.

Disegnerei con un sogno di Van Gogh
sulle stelle un poema di Benedetti,
ed una canzone di Serrat sarebbe la serenata
che offrirei alla luna.

Bagnerei con le mie lacrime le rose,
per sentire il dolore delle loro spine,
ed il rosso bacio dei loro petali ...

Dio mio, se io avessi un tozzo di vita ...
non lascerei passare nemmeno un istante senza dire alla gente che amo,
che l'amo.

Convincerei ogni donna o uomo
che sono i miei favoriti
e vivrei innamorato dell'amore.

Agli uomini dimostrerei quanto si sbagliano:
smettono di innamorarsi quando invecchiano,
senza sapere che invecchiano
quando smettono di innamorarsi.

A un bimbo darei ali,
però lascerei che da solo impari a volare.
Ai vecchi insegnerei loro che la morte non arriva con la vecchiaia,
ma con l'oblio.
Tante cose ho imparato da voi uomini.

Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere sulla cima della montagna,
senza sapere che la vera felicità stà nel modo di
scalare la scarpata.

Ho imparato che quando un bimbo appena nato
stringe con il suo piccolo pugno,
per la prima volta,
il dito di suo padre,
lo coglie per sempre.

Ho imparato che un uomo ha il diritto a guardare ad un altro verso il basso, solo
quando deve aiutarlo a sollevarsi.

Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi,
però alla fine non serviranno a molto,
perché quando guarderete dentro questo zaino,
sfortunatamente starò morendo".


Foto di H.C.Bresson

04 giugno 2006

Correre.


Correre.
Come se i piedi avessero ali.

Correre più avanti della nuda terra.
Più avanti della paura.

Correre ribellandoti alle briglie che ti hanno messo.

Galoppare anche se il fiato inizia a mancarti.

Non c'è sosta in questa corsa.

Non voltarti indietro per guardare la terra calpestata.

Continua a correre.

E quando non sentirai più rumore dietro di te..

...allora in questo momento sarai davvero libero.


Correr.
Correr como si los pies tuvieran alas.

Correr mas alla de la tierra desnuda.
Mas alla del miedo.

Correr rechazando las riendas que te pusieron.
Galopar aunque el aliento empieze a faltarte.

No hay parada en esta carrera.

No te vuelves atras para mirar la tierra pisada.
Sigue corriendo.

Y cuando ya no oigas ruido detras de ti...
...solamente en este momento te sentiras libre de verdad

"..Et rose, elle a vécu ce que vivent les roses, l'espace d'un instant.." (Balzac)

"Sed de ti me acosa" - Pablo Neruda


"Sed de ti me acosa en las noches hambrientas.
Trémula mano roja que hasta tu vida se alza.
Ebria sed, loca sed, sed de selva en sequía.
Sed de metal ardiendo, sed de raíces ávidas.
Hacia dónde, en las tardes que no vayan tus ojos
en viaje hacia los ojos, esperándote entonces.
Estás llena de todas las sombras que me acechan.
Me sigues como siguen los astros a la noche.
Mi madre me dio lleno de preguntas agudas.
Tú las contestas todas.
Eres llena de voces.
Ancla blanca que cae sobre el mar que cruzamos.
Surco para la turbia semilla de mi nombre.
Que haya una tierra mía que no cubra tu huella.
Sin tus ojos viajeros, en la noche, hacia dónde.
Por eso eres la sed y lo que ha de saciarla.
Cómo poder no amarte si he de amarte por eso.
Si esa es la amarra cómo poder cortarla, cómo.
Cómo si hasta mis huesos tienen sed de tus huesos.
Sed de ti, sed de ti, guirnalda atroz y dulce.
Sed de ti que en las noches me muerde como un perro.
Los ojos tienen sed, para qué están tus ojos.
La boca tiene sed, para qué están tus besos.
El alma está encendida de estas brasas que te aman.
El cuerpo incendio vivo que ha de quemar tu cuerpo.
De sed.
Sed infinita.
Sed que busca tu sed.
Y en ella se aniquila como el agua en el fuego".

...

"Sete di te m'incalza"

"Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano in viaggio verso i miei occhi,
attendendoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi.
Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete.
Sete infinita.
Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco".

"La Fiesta"


"Seguire caminando
seguire esperando,
aunque me duela amor
algo que hacer,
alguien a quien amar
con quien contar
y algo de esperanza
seguire caminando,
seguire soniando
aunque me duela:
la fiesta que tengo
la llevo aqui
la tengo,
la llevo
soy una llamita y quisiera ser hoguera
pa' decirle al mundo
legalicen la hierba
prohibido en los bares
y en la calle
satelite marcando,
lo que la gente hace
la mota del gordo en la calle Juarez
nos sube volando las luces del valle
arriba y abajo,
la yoli y el marco
somos loslapinia,
vamos avanzando
para las mujeres sensibles
no hay mision imposible
prohibido instalarse
prohibido aparcarse
prohibido abusar.."

(Amparanoia)

03 giugno 2006

Soneto XXVII - Pablo Neruda


"Desnuda eres tan simple como una de tus manos,
lisa, terrestre, mínima, redonda, transparente,
tienes líneas de luna, caminos de manzana,
desnuda eres delgada como el trigo desnudo.

Desnuda eres azul como la noche en Cuba,
tienes enredaderas y estrellas en el pelo,
desnuda eres enorme y amarilla
como el verano en una iglesia de oro.

Desnuda eres pequeña como una de tus uñas,
curva, sutil, rosada hasta que nace el día
y te metes en el subterráneo del mundo

como en un largo túnel de trajes y trabajos:
tu claridad se apaga, se viste, se deshoja
y otra vez vuelve a ser una mano desnuda"

...

"Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.

Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l'estate in una chiesa d'oro.

Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t'addentri nel sotterraneo del mondo.

come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda".

Foto di Brassai

"Tristeza Furiosa"


"En un reino encantado donde los hombres nunca pueden llegar, o quizás donde los hombres transitan eternamente sin darse cuenta. En un reino mágico, donde las cosas no tangibles, se vuelven concretas...
Había una vez un estanque maravilloso.
Era una laguna de agua cristalina y pura donde nadaban peces de todos los colores existentes y donde todas las tonalidades del verde se reflejaban permanentemente...
Hasta ese estanque mágico y transparente se acercaron a bañarse haciéndose mutua compañía, la tristeza y la furia.
Las dos se quitaron sus vestimentas y desnudas las dos entraron al estanque. La furia, apurada, como siempre esta la furia, urgida, sin saber por qué, se bañó rápidamente y mas rápidamente aún, salió del agua...
Pero la furia es ciega, o por lo menos no distingue claramente la realidad, así que, desnuda y apurada, se puso, al salir, la primera ropa que encontró...
Y sucedió que esa ropa no era la suya, sino la de la tristeza...
Y así vestida de tristeza, la furia se fue.
Muy calma, y muy serena, dispuesta como siempre a quedarse en el lugar donde está, la tristeza terminó su baño y sin ningún apuro, o mejor dicho, sin conciencia del paso del tiempo, con pereza y lentamente, salió del estanque.
En la orilla se encontró con que su ropa ya no estaba.
Como todos sabemos, si hay algo que a la tristeza no le gusta es quedar al desnudo, así que se puso la única ropa que había junto al estanque, la ropa de la furia.
Cuentan que desde entonces, muchas veces uno se encuentra con la furia, ciega, cruel, terrible y enfadada, pero si nos damos el tiempo de mirar bien, encontramos que esta furia que vemos es sólo un disfraz, y que detrás del disfraz de la furia, en realidad... está escondida la tristeza".


(J. Bucay)

"Una Palabra"


"Una palabra no dice nada
y al mismo tiempo lo esconde todo
igual que el viento que esconde el agua
como las flores que esconde el lodo.
Una mirada no dice nada
y al mismo tiempo lo dice todo
como la lluvia sobre tu cara
o el viejo mapa de algún tesoro.
Una verdad no dice nada
y al mismo tiempo
lo esconde todo
como una hoguera que no se apaga
como una piedra que nace polvo.
Si un día me faltas no seré nada
y al mismo tiempo lo seré todo
porque en tus ojos están mis alas
y está la orilla donde me ahogo,
porque en tus ojos están mis alas
y está la orilla donde me ahogo"

(Carlos Valera)


Foto di Samantha Wolov

Alla Stazione


Venerdì 7 aprile 2006: uno squillo sul mio cellulare.."Giovanni".
Di solito, lo squilletto, significa: "Kiki, preparati, ti passo a prendere tra 20 minuti, andiamo al dipartimento di scienze statistiche a studiare".Ah, dimenticavo: "Non fare tardi!!E porta il casco!" (Questo non me lo dice, me lo dico da sola..porca miseria, quando sono nata, l'essere ritardataria, è nato con me..ed ancora mi perseguita..).

Comunque, non era per questo, che Giovanni mi chiamava...l'aveva fatto perchè il giorno prima si era rotto il legamento del ginocchio ed essendo vicine le vacanze di Pasqua, aveva fatto il biglietto per tornare a casa...in Puglia.
E così, mi ha chiesto il favore di accompagnarlo alla stazione per aiutarlo a portare le valige...
Bene, arrivati in stazione con il taxi (ebbene, si, sono ancora A PIEDI..che status "ridicolo"..), ci dirigiamo al tabellone luminoso delle "partenze"...
Binario 13.
"Forza Gio, andiamo!"

"Giovanni, che carrozza è?"
"Kiki..la numero 8!!"

Ecco che ritorna la "legge di Murphy"...Giovanni con le stampelle, e la carrozza naturalmente è l'ultima.
Se avessimo fatto altri 500 metri a piedi, saremmo arrivati direttamente in Puglia.

Salgo con lui sul treno...che era stracolmo di gente...
E figurati se gli altri ti aiutano...
Macchè!Anzi, ti danno spintoni e hanno sempre fretta, gli altri.

Scendo dal treno.
Giovanni aveva già trovato posto.
Ora, ero tranquilla.

Mi avvicino al suo finestrino e sbatto il pugno, per un altro saluto...mi sorride.
Credo che nonostante tutto, sia contento di tornare un pò a casa...
Leggo in labiale quello che mi dice e rispondo:
"Un bacio Gio, figurati..di niente".

Giro le spalle e torno indietro..."dài Kiki, ora, a prendere l'autobus!"...

Mentre uscivo dalla stazione, mi sono guardata intorno.
Sicuramente quanti di voi l'avranno fatto mentre partivano.
La stazione Termini ha qualcosa sempre di diverso...

Era la prima volta che mi trovavo da sola, senza valigia, alla stazione.
Nessuno da andare a prendere o da aspettare.
Giovanni tornava a casa ed avrei dovuto farlo anche io...

Ma..sono rimasta un pò lì, incuriosita, da quanta "umanità" ci fosse intorno a me...quanti colori...in tutti i sensi.

Dio!
Ma dov'è a Roma tutta questa varietà di persone? Di colori di pelle e di lingue..

C'era davvero di tutto.

Dalla "barbona" senza una gamba che hanno intervistato anche agli "Invisibili"...una storia incredibile la sua...che ascolti una volta alla tv e con aria stupita ti dici "non ci credo, è quella che sta alla stazione...la vedo sempre, ma chi l'avrebbe mai detto!"...e poi continui pensando.."appena la vedo, le offro qualocosa di caldo da bere.." e poi, invece, non lo fai.
E non lo fai, non perchè "TU" non abbia la sensibilità.
Non lo fai perchè hai qualcosa di più "importante" da fare alla stazione...le valige pesano, sei in RITARDO, l'ansia di partire, la gioia di dover abbracciare qualcuno o un pò di tristezza per dover salutare quello stesso qualcuno che magari qualche giorno prima ti aveva fatto sorridere, proprio in quello stesso posto, magari allo stesso binario...

..vedi ragazzi con zaini incredibili, e ti chiedi cosa abbiano dentro...una tenda da campeggio, o magari come Mary Poppins, un'intera "casa"...ragazzi con i capelli biondissimi, quasi bianchi, con quella pelle quasi trasparente...che ridono ed hanno la forza, anche se esausti, di giocare a carte, seduti per terra...

Le persone anziane con quegli occhi umidi, umidi come lo sono gli occhi dei bambini.
Guardano i ragazzi correre e ridere..e chi lo sa in quel momento a cosa pensano..magari alle loro gambe stanche, alle loro risate di quand'erano ragazzi, a che cosa poteva farli sorridere, alle loro corse, ai loro "giuochi"...e ti viene voglia di prenderli per mano, magari in spalla, per farli correre ancora...questi "vecchi-bambini"..con il vento tra i capelli ormai bianchi...

...emigrati, con quegli occhi tristi...quegli occhi, che quando ti guardano sembra vorrebbero dirti chissà quante cose..quegli occhi profondi che se incrociano il tuo sguardo e tu ti soffermi un pò...vedrai il colore della loro terra, magari quel giallo della steppa africana, o le loro mani, ingrossate dalla fatica, penserai a quale lavoro facevano nella lontana India...a cosa hanno lasciato, alle loro famiglie, ai loro sorrisi quando stavano lì, alle loro lacrime, quando l'hanno lasciata per un "posto migliore"...perchè pensano che l'Italia sia un bel posto...

Le valige di tutti i tipi, quelle super chic, magari di LV, quelle di tela, quelle enormi, vecchissime, legate da un elastico, quelle tutte rovinate, di pelle, segnate dal tempo..ed allora penso a quanti posti, quelle valige, avranno visto...quante strade avranno percorso...quanti oggetti avranno tenuto dentro di loro...

Alle suore, che sembrano tutte uguali...di cui è difficile capire l'età...sembrano senza tempo, le suore.

Ai buddhisti, agli Hanish (ebbene sì!Anche quelli c'erano..)...

E solo ora ti rendi conto da quanta varietà umana siamo circondati...
Ed alla bellezza del "vario", della differenza...

Io ero affascinata da tutto ciò; e cosa avrei dato per fermarmi a parlare, per scoprire, per conoscere anche solo una di quelle storie...

E poi ci sono quelli senza valigia. I "pendolari"...quelli che vanno e vengono, quelli che partono, magari, di mattina prestissimo e che non vedono l'ora di tornare a casa...

La stazione...così piena, colma di persone, strane, uniche, a loro modo.

E le lingue..."la torre di Babele"...

E gli orientali...con i loro modi gentili ed il loro onore...

..e la la loro grazia...che darei per avere anche solo la metà della grazia che hanno gli orientali...

Ho guardato in basso e poi ho sollevato lo sguardo verso l'alto..il cielo.

Il cielo di Roma. Unico, imparagonabile.

Non sapete che sensazione strana, guardare il cielo alla stazione e sentire intorno a te, mille voci, che si mischiano, si sovrappongono, i fischi del treno, la voce dell'altoparlante...le risate, le grida...
...riporti lo sguardo alla folla ed allora ti rendi conto di essere una tra centomila...
e pensi agli altri.
E li vedi.

Superficialmente, è vero, però riesci a vederli.

Ed allora provi a capire, a sentire.

Emozioni, vibrazioni.

E non capisci come possa esistere l'odio interraziale, il razzismo.

Quello è uno spettacolo...

La diversità!

Che tristezza e che noia, che mondo piatto, se fossimo tutti bianchi o tutti neri, tutti uguali, se parlassimo tutti la stessa lingua.
Non ci sarebbe nessun confronto.
Nessuna "bocca aperta" per lo stupore.

Forse, io, come una bambina, mi sono stupita tre giorni fa, per quello che avevo intorno.

Perchè?

La risposta è semplicissima: ho avuto la voglia di avere TEMPO.
Tempo, per pensare a queste cose, che magari in un altro momento, mi sembravano, scontate e banali.

Banali...assolutamente no.

Perchè, secondo me, rimanere, sempre, nella propria realtà, è come bendarsi gli occhi da solo...bisogna capire, riflettere e porsi domande.

Le risposte non sempre le avremo, però le domande..quelle si, che bisogna porsele...

Ho provato qualcosa di incredibile alla stazione...l'altro giorno.
Avrei voluto parlare con tutti e con nessuno.
Avrei voluto sedermi e farmi raccontare le loro storie, le loro gioie, le loro pene...avrei voluto cibarmi delle loro parole senza esserne mai sazia...

Avrei voluto, ma non l'ho fatto.

Perchè, i miei occhi erano soddisfatti. Per ora...

Scrivo, oggi, perchè fuori c'è un bel sole...e la voglia di raccontarVI quello che ho pensato è stata più forte di me...

Sensazioni, emozioni...non si chiamerebbero così se fosse tanto facile metterle in parole, senza tradirne il vero significato...se riuscissero a scivolare su questa tastiera così velocemente come fanno le mie dita...

Emozioni.
Non potrei vivere senza di loro...sono una sognatrice, è vero, una piccola "Amelie" che osserva il mondo...

E finora l'ho fatto, sempre, in silenzio.
Oggi, lo faccio, raccontandolo(mi) un pò timidamente, a Voi...affinchè questa pagina sia un pò lo specchio della realtà che appare ai miei occhi, della realtà che IO percepisco, fatta di pulsazioni, di battiti profondi, di sorrisi e di occhi limpidi...

"Tutto qua" e...

...per me, non è poco.

Mai Più la Neve nel Cuore..

02 giugno 2006

"No tengas miedo" - "Non aver paura"


"No tengas miedo de tocar el sol,
yo sanaré tus heridas.
No temas volar más alto aún,
yo cuidaré que no caigas.
No tengas miedo de saltar el mar,
yo te esperaré del otro lado.
No tengas miedo de llorar mil veces,
yo secaré tus lágrimas con las mías.
No tengas miedo de mirar hacia atrás,
yo cuidaré tus pasos.
No tengas miedo de cerrar tus ojos,
yo te daré los míos.
Y aunque no confíes en mí,
seré tu apoyo,
tus ojos,
tu voz,
tu todo.
Y aunque temas amarme,
no quiero, ni voy a dejarte".

(Girondo)

...

"Non aver paura di toccare il sole,
io curerò le tue ferite.
Non aver paura di volare ancora più in alto,
io starò attento affinchè tu non cada.
Non aver paura di saltare il mare,
io ti aspetterò dall'altro lato.
Non aver paura di piangere mille volte,
io asciugherò le tue lacrime con le mie.
Non aver paura di guardare indietro,
io mi prenderò cura dei tuoi passi.
Non aver paura di chiudere i tuoi occhi,
io ti darò i miei.
E sebbene tu non ti fidi di me,
io sarò il tuo appoggio,
i tuoi occhi,
la tua voce,
il tuo "tutto",
E sebbene tu abbia paura di amarmi,
io non voglio lasciarti e non lo farò".

Ps. Ho letto questa poesia sul blog di un ragazzo cileno. Mi è piaciuta talmente tanto che l'ho tradotta e l'ho pubblicata qui nel mio "mondo". Gracias a Girondo por esas palabras..

Foto di H.C.Bresson

Noi: Figli degli Anni ' 80


"La nostra generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '80, quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi, sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare "a lupo a lupo", a "un-due-tre-stella", e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 1°novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2. Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci "Sentieri" e i "Visitors", "Twin Peaks" e "Beverly Hills" (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per "Candy Candy", ci siamo innamorate dei fratelli di "Georgie", abbiamo riso con "Spank", ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con "Pollon". Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a PacMan, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di "Bim Bum Bam".. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Siamo stati gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball si può giocare!"), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Yattaman, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà , i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita. L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L'ultima generazione degli spinelli. Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso o magro. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità , non in una chat dicendo :) :D :P ..Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò. E TU che stai leggendo sei uno di quelli che, come me, ha avuto la fortuna di crescere come bambini?..."

"Fratelli d' Italia"...PaCe.



"Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta;
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.

Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma;
ché schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.."

(G.Mameli)

01 giugno 2006

"Le Secret"


"J'aime quand tu parles tout bas
J'aime quand tu livres un secret
J'aime quand tu t'approches de moi
J'aime aussi quand on se tait

Et la nuit est tombée
Depuis longtemps déjà
Et nos défenses aussiit


Et c'est bien mieux comme ça
Et si je dois partir
Si je dois m'en aller
Il me reste ton rire
Il me reste un secret

J'aime quand tu remplis mon verre
J'aime la lumière des bougies
J'aime assez quand on se serre

J'aime aussi quand tu rougis
J'aime quand tu parles tout bas
J'aime quand tu livres un secret

J'aime quand tu t'approches de moi
J'aime aussi quand on se tait.."

(Superflu)