
..andare.
Alla rabbia.
Alle proprie emozioni.
Alle lacrime.
Alle paure che giocano a nascondino.
Piangi in ginocchio invocando non so quale Dio affinchè possa ascoltarti.
Eppure, il tuo Dio, sembra distratto da circa un anno.
Le tue sofferenze non trovano scampo, non trovano pace.
Pace.
Solo quattro lettere...che non riescono a cullarti, a portarti in una dimensione nuova..
Non sai quale sia la tua condizione. Fluttui in questi giorni senza tempo, avvolta da grande inquietudine interiore e malessere dell'anima.
La rabbia per la tua impotenza..il non riuscire a cambiare le cose...
Il senso di responsabilità sulle tue spalle troppo poco larghe.
Trascini un carro senza ruote.
Ti butti la sabbia negli occhi da sola..aspettando che arrivi il vento a rischiarare le tue pupille..
Ma questo vento non arriva.
Solo tempeste che non lavano via i ricordi ed il tuo dolore, ma che ti portano alla deriva.
Vorresti cancellare la rabbia, il dolore, la pochezza di spirito di chi ti circonda.
E cerchi di trovare conforto in te stessa. In questa ragazza che sa che cosa sia il dolore.
E parlo di me, come di un'altra.
Perchè vorrei non sapere cosa significhi voler vivere in un altro posto, vorrei non sperare più di essere in un altro dove, senza spazio nè tempo.
Vorrei non voler fuggire più, sul quel prato con l'erba bagnata dove sembra che niente sia tuo, che nulla ti appartenga davvero.
Ma tu ci sei, e non puoi sparire.
E stasera sono ancora in ginocchio aspettando una risposta...però non da Dio. Una risposta che venga dalla mente, stavolta.
Perchè il cuore segue strade tutte sue, che non sempre riescono a condurti sulla "retta via".
E stanotte piangerò in silenzio, senza lacrime. Sarà un pianto discreto, non farò rumore. Resterò con me stessa...cercando di tirarmi su da quelle ginocchia doloranti.
Voglio stare da sola. Nessuno mi è davvero indispensabile. Ho bisogno solo di me stessa.
Foto di Pascal Renoux



















