
come fosse
un fiore di campo
raccogli tra le mani
i suoi piccoli frammenti
ricomponilo nei tuoi palmi
legaci stretti i tuoi pensieri
come fossero un filo
e come un aquilone
lascialo libero di andare


On air: "Le Tournebride" - Superflu.


Aveva deciso di mettere la valigia in cantina.
Aveva deciso di non partire più.
Diceva d'essere troppo stanco, nonostante la sua giovane età.
Aveva scelto di rimanere davanti al caminetto in questi giorni di pioggia, per fumare la pipa in solitudine.Aveva detto "basta così".
E poi..
E poi, gli sono venute in mente le parole di qualcuno che in passato gli aveva detto che dopo la pioggia sarebbe arrivato un arcobaleno talmente grande e talmente bello che sarebbe rimasto senza fiato.
Oggi le sue mani sono più calde. Guarda il cielo aspettando che quella nuvola dia spazio ad un raggio di sole.
Si sente un pò frastornato. E' tornato da poco da un lungo viaggio. Si sente un pò perso, confuso.
Oggi, non ha nemmeno voglia di fumare.
Il fuoco del caminetto ha bruciato tutta la notte un grande tronco di salice, che ora non piange più. Finito il dolore, resta la cenere. Incandescente, che riscalda ancora un pò.
Lui rimane a guardare cosa è stato. Di lui, di questi viaggi, delle persone che ha incontrato. Così tanti visi e colori e suoni ed odori. Appoggia le mani sugli occhi, come quando qualcuno vuole ripararsi il viso dal vento. Ma lì non c'è vento. Racchiude se stesso dietro quelle mani perché lì c'è solo lui coi suoi pensieri che seppur rimangono muti, prestando attenzione, si riesce a sentirne la voce.
A fargli compagnia silenziosa, ci sono:
La paura di scegliere ma la voglia di farlo;
L'ansia di commettere un errore pur sapendo di crescere sbagliando;
La curiosità di scoprire posti nuovi, ancora una volta;
La voglia di comprare una valigia nuova;
La necessità di prendere quel treno;
La fame di emozioni;
La sete di parole e di gesti nuovi;
Il bisogno di aprire le braccia al mondo intero, di ingoiare pagine di libri per conoscere ciò che ancora ignora, di avere orecchie da elefante per ascoltare anche suoni di formiche, di avere mani grandi e forti capaci di prendere cactus senza sentire il dolore delle spine.
Nel giardino:
La caparbietà dà schiaffi alla diversità.
La diversità dà calci all'amore.
L'amore prende per mano la diversità anche se ne ha paura.
La paura fa l'amore con la distanza.
La distanza fa la corte alla tristezza.
La tristezza danza con i violini.
I violini li sta ascoltando proprio ora.. il Nano del mio giardino.
Mentre se ne sta seduto in veranda guardando come si arrampicano sul muro i gelsomini profumati.
Loro si arrampicano ed anche lui, in un modo o nell'altro.
Si arrampica su parole senza meta non conoscendo quale sarà la sua prossima stazione. Ma sapendo che quel treno lo sta aspettando.
Il raggio di sole che poco prima aveva fatto capolino se n'è andato. Tornano le nuvole scure. Ecco il primo lampo. Ed il Nano sa che non sarà l'unico di questa giornata.
Entra dentro, si copre.
Durante un viaggio in Sicilia un amico gli regalò un bell'impermeabile celeste.
Se lo infila, lentamente. Poi, si risiede in veranda.
La voglia di fumare è tornata.
Si accende la pipa..
..resta a guardare il cielo che inizia a lacrimare.
Ascoltando "Je l'aime à mourir" di Francis Cabrel


Ascoltando "Empty House" - Air.
Kiki.


