23 aprile 2007

Silenzio di Velluto

On air: "Le Tournebride" - Superflu.


La bambina della notte
danzando silenziosa
cuce il pizzo nero dell'insicurezza
disegnando con la bocca il tuo viso
fila il manto rosso dell'ingenuità

in quella stanza di velluto
con i tuoi occhi da lupo affamato
aspetti i suoi fianchi
per divorarle l'anima a piccoli morsi
assaporando fin dentro le ossa, le lacrime,
i sospiri.

19 aprile 2007

dolorEgioia



On air: "TearDrop" - MassiveAttack.

Vibrazione. Ecco, mi è arrivato un messaggio. Ore: 22.35. Mittente: Fred.
Dopo parecchi giorni d'attesa è diventato zio.

"E' nato. Ed è bello. Come solo i bambini sanno essere".
Sorrido ripensando alla telefonata che mi aveva fatto il giorno prima, dall'ospedale.

Mi aveva descritto con la voce piena di gioia e stupore, i visi dei genitori che si aggiravano nei corridoi del reparto "maternità". Quei visi increduli che sembrano dire: "non.ci.posso.credere.sto.per.diventare.padre".
Quei padri, ancora un pò bambini, che tengono in braccio, con timore, delle minuscole creature..quelle creature che hanno dita così fine che hai quasi paura a sfiorarle, quei piedini così perfetti che stenti a credere siano veri. E li tengono in braccio cullandoli, li stringono piano, facendo attenzione a che stiano ben al caldo..e li guardi mentre cercano il tuo odore, cercano di ritrovare nei primi momenti di vita, un odore che probabilmente li accompagnerà durante la loro vita. Quegli odori famigliari. Quegli odori che entrano prepotentemente nelle narici ed è difficile dimenticarli.

Non l'avevo mai sentito parlare così fino a quel momento.
Nella sua voce la voglia di dipingere a parole gli stati d'animo e le emozioni che, inaspettatamente, gli andavano incontro, volevano acchiapparlo, gli tendevano le mani affinchè lui le prendesse con sè..Lui, che fa fatica ad ammettere che si sta emozionando davvero, questa volta, invece, ha accolto le emozioni, una per una. Ha dato nomi ad ognuna di loro.

"Ma lo sai che sono davvero belle le donne incinte?".

Sor-rido.
Si, lo so, che sono belle. E' come se avessero una rotondità generale, che parte dalla pancia e finisce al cuore. Hanno visi da bambine e sguardi di donne.
Sono protettive con il loro corpo, sono tanto forti, ma in fondo così fragili.

Vibrazione. Ecco, un altro messaggio. Ore 23.50. Mittente: Jean.
Avrebbe dovuto finire la guardia medica già da 3 ore. Ma qualcosa è andato storto.
"Ho fatto tutto quello che dovevo fare, ho fatto tutto il possibile, te lo giuro..ma..l'ho perso. L'ho perso tra le mie braccia".

Lui, 38 anni. 35 anni sua moglie. Attimi di paura. Attimi in cui i ventisei anni che hai sembrano non essere abbastanza.
Momenti in cui l'unica cosa che vorresti sarebbe svegliarti pensando che tutto è stato solo un brutto sogno, che le immagini che hai negli occhi non stanno capitando proprio a te.
Ma così non è.

E mentre qualcuno in un ospedale piangeva di gioia, tenendo in braccio, e guardando sgambettare quell'esserino così perfetto e delicato, qualcun'altro, lontano da qui, tra le braccia, piangeva l'uomo che amava.

La Gioia ed il Dolore a volte camminano insieme, negli stessi istanti.

Poi, entrambe cambiano rotta prendendo per mano qualcuno.
E c'è il Destino che fa da arbitro.

Ora, un piccolo cuore batte mentre un altro si è fermato.

La vita è come una giostra. Su quei cavalli colorati tutti prima o poi facciamo la nostra corsa.
Quache cavallo si ferma, a volte inaspettatamente, prima degli altri.
Tu ti volti a guardare chi è rimasto indietro, senza poter far nulla.
Allora prosegui la tua corsa portando con te l'immagine delle persone che ami e che hai amato.
L'importante, credo, sia impegnarci affinchè queste corse, nonostante a volte siano faticose, portino ad una mèta, qualsiasi essa sia per noi.

16 aprile 2007

Risalita.

On air: "Rise and Fall" - Sting e Craig David.

Giorni ricchi, pieni di energia, questi.
La voglia di partire e di restare.
La valigia mezza piena.
I sorrisi degli amici sul pianerottolo di casa con le pizze e le birre in mano.
La casa piena del fumo delle candele e dell'odore di cannella.
Una corda di chitarra spezzata sulle note di De Gregori.
Le risate a crepapelle.
Una candela dell'ikea sostuisce venticinque candeline. Ma non importa perchè stiamo tutt'insieme.
Una foto in bianco e nero mi ritrae imbronciata come una bambina ma in fondo forte come una donna.
I muscoli riprendono il vigore di una volta, la testa si perde dietro al volo degli uccelli, laggiù nel parco.
La voglia di stare in mezzo agli altri, di condividere risate e lacrime.
Lacrime asciugate nel cuore della notte davanti ad una birra belga, con Te che eri in pijama ma sei corso in mio aiuto ugualmente..
Confessioni in macchina prima di ritornare a casa.
Sguardi complici. Mi copro con le mani il viso, per l'imbarazzo di qualche frase scappata via come una collegiale all'uscita di scuola.
La felicità di esser riuscita a scovare la "toppa" nel petto di qualcuno, la consapevolezza di non avere la "chiave" giusta per aprirla quella porta, ma sul mio viso resta il sorriso per averla almeno intravista quella toppa che si pensava nemmeno ci fosse..
Non so cosa sarei ora se non avessi intorno a me tutte quelle persone splendide che ogni giorno mi regalano emozioni nuove. Grazie. Perchè ora non sarei come sono e non crescerei come sto crescendo.
Vi voglio bene, amici miei, più di ieri, meno di domani.

12 aprile 2007

Caduta Libera.


La preziosità del Silenzio.
Diamante purissimo.
Capace di assordare.
Ciglia bagnate.
I miei pensieri stanno appesi alle parole come lenzuola bianche appese ad un filo nero.
Raggi di luce dai miei fili dorati sprigionano energia che viene ingoiata da occhi profondi come pozzi.
Lo senti il rumore del nulla?
Eccolo.

On air: "Escape" di Philip Glass.

07 aprile 2007

04 aprile 2007

"La Bambina e il Ciliegio"


Ho bevuto tutte le sporche stelle del porto
prima di arrivare nel Tuo respiro.
Hai benedetto la mia maledizione
poi come un animale, hai scelto d'amarmi.

Non c'è amore più vero dell'amore animale
poi di nascosto sono salita sul Tuo ramo a
rubare ciliegie.
"Sei una bambina col vizio della luna
e hai occhi troppo chiari
perchè io riesca a difendermi"

le Tue parole le ho cucite alla memoria
mentre sei inciampato sulla mia bocca
e senza più nemmeno la decenza dell'attesa,
m'hai baciata.
Non c'è amore più vero d'un dolore
da cui non si riesca a staccarci.

Fammi bere dal Tuo silenzio
ma non dissetarmi mai
dammi la redenzione del peccato
senza assolvermi mai
E' così che hai preso la luna nel pozzo
per renderla al cielo
e con una dolcezza antica m'hai portato lassù
a osservarci amare mentre
i nostri corpi animali, s'intrecciavano.
Sei una maledetta
e solo per questo io Ti voglio sempre.
Prendimi e dammi ancora le Tue ciliegie
io non sputo i noccioli.

Beatrice Niccolai

02 aprile 2007

"Navigli di Sera"

"Si entra in queste case senza dimora con l'idea
precisa e la speranza di trovare la fatalità il destino
si considerano le pietre gli abitanti i luoghi
le speranze cadute sulle pietre le voci dei bimbi
che un tempo salivano sopra gli alberi e sembra di sentire cinguettare
quegli angeli che hanno dato
la misura dell'aldilà quei piccoli amorini che vibrano la sera sul cuore
di questi ragazzi che cercano
una seconda una terza infanzia o una maturità piena
di lusinghe ragazzi che non vogliono crescere
che non cercano nè il passato nè l'avvenire
un florilegio di ragazze bellissime e prodigiose
che cantano lo spazio della nostra anima".

Da "Clinica dell'abbandono" di Alda Merini.

28 marzo 2007

Le Nain de Mon Jardin

Ascoltando "Comptine d'un autre été: l'Après Midi" di Yann Tiersen.



Aveva deciso di mettere la valigia in cantina.
Aveva deciso di non partire più.
Diceva d'essere troppo stanco, nonostante la sua giovane età.
Aveva scelto di rimanere davanti al caminetto in questi giorni di pioggia, per fumare la pipa in solitudine.Aveva detto "basta così".
E poi..
E poi, gli sono venute in mente le parole di qualcuno che in passato gli aveva detto che dopo la pioggia sarebbe arrivato un arcobaleno talmente grande e talmente bello che sarebbe rimasto senza fiato.
Oggi le sue mani sono più calde. Guarda il cielo aspettando che quella nuvola dia spazio ad un raggio di sole.

Si sente un pò frastornato. E' tornato da poco da un lungo viaggio. Si sente un pò perso, confuso.

Oggi, non ha nemmeno voglia di fumare.
Il fuoco del caminetto ha bruciato tutta la notte un grande tronco di salice, che ora non piange più. Finito il dolore, resta la cenere. Incandescente, che riscalda ancora un pò.

Lui rimane a guardare cosa è stato. Di lui, di questi viaggi, delle persone che ha incontrato. Così tanti visi e colori e suoni ed odori. Appoggia le mani sugli occhi, come quando qualcuno vuole ripararsi il viso dal vento. Ma lì non c'è vento. Racchiude se stesso dietro quelle mani perché lì c'è solo lui coi suoi pensieri che seppur rimangono muti, prestando attenzione, si riesce a sentirne la voce.

A fargli compagnia silenziosa, ci sono:

La paura di scegliere ma la voglia di farlo;
L'ansia di commettere un errore pur sapendo di crescere sbagliando;
La curiosità di scoprire posti nuovi, ancora una volta;
La voglia di comprare una valigia nuova;
La necessità di prendere quel treno;
La fame di emozioni;
La sete di parole e di gesti nuovi;
Il bisogno di aprire le braccia al mondo intero, di ingoiare pagine di libri per conoscere ciò che ancora ignora, di avere orecchie da elefante per ascoltare anche suoni di formiche, di avere mani grandi e forti capaci di prendere cactus senza sentire il dolore delle spine.

Nel giardino:
La caparbietà dà schiaffi alla diversità.
La diversità dà calci all'amore.
L'amore prende per mano la diversità anche se ne ha paura.
La paura fa l'amore con la distanza.
La distanza fa la corte alla tristezza.
La tristezza danza con i violini.

I violini li sta ascoltando proprio ora.. il Nano del mio giardino.
Mentre se ne sta seduto in veranda guardando come si arrampicano sul muro i gelsomini profumati.

Loro si arrampicano ed anche lui, in un modo o nell'altro.
Si arrampica su parole senza meta non conoscendo quale sarà la sua prossima stazione. Ma sapendo che quel treno lo sta aspettando.

Il raggio di sole che poco prima aveva fatto capolino se n'è andato. Tornano le nuvole scure. Ecco il primo lampo. Ed il Nano sa che non sarà l'unico di questa giornata.
Entra dentro, si copre.
Durante un viaggio in Sicilia un amico gli regalò un bell'impermeabile celeste.
Se lo infila, lentamente. Poi, si risiede in veranda.

La voglia di fumare è tornata.

Si accende la pipa..
..resta a guardare il cielo che inizia a lacrimare.

25 marzo 2007

Promenade d'une Vie

Ascoltando "Je l'aime à mourir" di Francis Cabrel

Quelle cinque parole corrono in fretta sulla lingua più veloce della paura.
Paura di commettere un errore.
Un errore che potrebbe costare una vita di sorrisi.
Perchè di vita ce n'è una sola e le ferite vanno ricucite, non leccate.
E singhiozzi.
Singhiozzi.
Non respiri più. Le lacrime riempiono il viso come un fiume che straripa.
La paura ti fotte.
E poi quella stretta che ti fa sentire che c'è comprensione.
Si comprende la tua paura. La tua stanchezza.
E poi, e poi. La speranza.
Due vite. Due destini. Due vie s'intravedono.
E tu?
Cosa decidi tu?
Prenderai quella strada piana, o l'altra?
Quella piena di salite, di burroni e sabbie mobili?.
E se ti prendesse per mano, sollevandoti da terra?
Se riuscissi a guardare al di là del burrone?La vedi la torre su quella montagna?. Da lì mirerai quello che c'è sotto, quello che è stato.
Se riuscissi a vedere quel viso felice, mentre ti togli la sabbia di dosso?
E se..e se la smettessi di parlare al condizionale?
Vola, cazzo. Vola.
In alto.
Lasciati andare a quello che sarà. Senza paura.
Il futuro.
Una cosa troppo poco prevedibile, ora.
Lasciati amare, senza condizionali.
Quando tornerai con i piedi per terra, il dolore ci sarà. Ma tu sai camminare anche al buio. E poi lo sai, ci saranno cani bianchi che ti faranno da guida.
Fedeli, attenti.
Perchè questa è la passeggiata della vita. Ci saranno burroni, sabbie mobili, ma anche fiori da cogliere con mille spine ma dai mille colori. Riesci a vederli quei colori?
Ed ora prendi la sua mano, lo vedi? Ti sta tirando su. Sempre più in alto.
Ecco. Il vento ti tiene su. E se dovessi rimettere i piedi a terra, una cosa sola: non aver paura.
Parce que c'est la promenade d'une vie.



Quadro: "La promenade" di Marc Chagall.

19 marzo 2007

19Marzo2007. Daniele LIBERO.

"Ringrazio tutti.Sentivo che non mi avevate abbandonato e questo mi dava forza e coraggio, ma ci sono stati dei momenti in cui ho temuto veramente di essere ucciso da un momento all'altro".
A Roma oggi piove.
E questa pioggia lava via il dolore
del rapimento del giornalista Daniele Mastrogiacomo
da parte dei talebani quindici giorni fa.
Ed oggi libero.
Sono felice, tanto.
"..Passerà anche questa stazione senza far male,
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore.."

13 marzo 2007

Senza Chiave

Ascoltando "Parisien du Nord" di Cheb Mami


Girati ed apri le mani.
Intreccia le tue dita tra le mie.
Chiudi gli occhi.
Riesci a sentirla quella carezza di labbra? Sì. Lì. Proprio dietro il collo. Lì dove il tuo profumo è sempre uguale. Lì dove vengo a perdermi, per smarrire me stesso. Perchè non so chi sono, quando sono con te. Non ho un nome, non ho età, quando le mie mani sono sui tuoi fianchi.
Le lancette smettono di girare. Tutto si ferma. Immobile.
Mi scosti i capelli dall'orecchio e mi baci. Mi dici "sai di buono" ed io sorrido. Come una bambina.
Mi giro guardandoti negli occhi. Ti fisso. Arrossisco. E' più forte di me.
Con quello sguardo mi penetri, profondamente, dove nessuno mi ha mai conosciuta. Dove nemmeno io so che cosa c'è.
E mentre tu ti perdi, io ritrovo me stessa.
Dietro ad ogni virgola che separa parole. Dietro ogni pausa tra suoni stranieri. Dietro ogni sorriso. Dietro ogni lacrima caduta troppo lentamente. Dietro quella porta di cui per tanto tempo ho cercato la chiave, senza sapere che era solo socchiusa. L'ho aperta..e sono felice perchè ho trovato qualcosa che non avevo mai visto. Respirato quell'aria così pura da lasciarmi senza fiato.
Dietro te ritrovo me stessa.
E tu, su nuovi giorni di sole, continua a perderti tra i miei capelli.

03 marzo 2007

Ti regalerò una Rosa.


Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura
I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora...

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore



Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.

("Ti regalerò una rosa" di Simone Cristicchi)

01 marzo 2007

Sempre Tu.

Ascoltando "Prendimi" di Giovanni Allevi.

Dopo ventiquattro anni, sempre Tu, nei miei occhi con quella luce di candele sul tuo viso.
Bella come una donna al primo appuntamento.
Ti copre un profumo che qualcuno ha fatto apposta per te.
Se potessi pagarti, come si fa con una prostituta, ti pagherei.
Per averti.
Per godere, per goderti, solo io.
Sempre.
Se potessi abbracciarti, in ogni angolo di cielo, in ogni vicolo che gioca a nascondino, lo farei.
Ti abbraccerei tanto da renderti muta, come ieri sera, togliendoti il fiato.
Togliendomi il fiato.
La notte non sembrava voler scendere su di te,
il cielo grigio chiaro non lasciava posto a frammenti di diamanti.
Eri Tu la luce, ieri notte.
Nessun sorriso a metà nel cielo, ieri notte.
Tanta bellezza riesce ancora ad inumidirmi gli occhi, allora abbasso la testa.
Tiro un sospiro.
Ingoio saliva con un'espressione incredula.
Ne prendo coscienza:
sei tu, Roma, il Primo Amore della mia vita.
Foto: "RomadiNotte"© di Michele Torsello.

20 febbraio 2007

"La Vie Quotidienne"


SONO: una costante innamorata
TENDENZIALMENTE SEMBRO: un cartone animato giapponese
FREQUENTO: le persone più eterogenee che esistano
EVITO: di cadere in paranoie inutili
AMO: i miei occhi che sanno raccontarmi meglio di tutte le parole che scrivo e che dico; il mio francese; i miei genitori; mia nonna; i miei amici..
ODIO: c'è un post in cui dico tutte le cose che odio e che amo...andatevelo a leggere!
ADORO: danzare, fare il bagno nuda nel mare, fare i castelli di sabbia, correre fino a non poterne più, col cuore in gola
DETESTO: le persone invidiose
RICORDO: tutto ciò che è stato
RIMUOVO: le persone che mi hanno fatto piangere
RESTO INDIFFERENTE: di fronte alle persone che si piangono addosso
MI COLPISCE: la sensibilità altrui, perchè è sempre più raro trovare persone che si emozionano per cose semplici
MI INNERVOSISCE: perdere qualcosa
MI RILASSA: sentire il profumo degli incensi mentre mi fanno un massaggio, la buona musica, un bel film, essere accarezzata sui capelli
CHIEDO: di essere amata, per come sono
OFFRO: tutto il bene del mondo, se è meritato
SE MI DANNO 10: vuol dire che me lo sono meritato (nessuno ti regala nulla al giorno d'oggi)
SE DO 10: vuol dire che se lo sono meritato
IMPAZZISCO: lo sa una persona sola...
MI DEPRIMO: quando non non vengo ascoltata e capita
MI VESTO: tendenzialmente a modo mio
MI SPOGLIO: e mi lascio spogliare...lentamente
MI ELETTRIZZA: vincere qualcosa!
MI DEMORALIZZA: sapere che c'è gente che crede che non si può migliorare questa società
MI PIACEREBBE: ascoltare Yann Tiersen che suona il pianoforte solo per me
Coinvolta da Béatrice..ora, il gioco impone 4 nomi:
ApePam,
Faith,
Rain,
LeCannu.
Foto: "Giostra"© di Michele Torsello.

17 febbraio 2007

Hors de la Cage...


..una gabbia fatta di insicurezze.
Ieri ne sono uscita, finalmente, dopo un anno.
Felice, Felice, Felice.

Abbraccio uno ad uno, tutte le persone che hanno gioito con me ieri per quel 28.
Grazie, di cuore, a tutti quelli che sopportano me e le mie piccole-grandi-ansie "da prestazione".


09 febbraio 2007

Chistu core


"Quando nasciste tu forma d'argento
nasciste a lu tiempo
de la luna nova
'ncielo sulo e stelle pe curona.

Luna cresciente tu da stu giardino
cuglivi a uno a uno
tutti li culure
de la primmavera chiena 'e sciure.

A li tre notte de la luna chiena
tu ce si venuta
pe fare l'ammore
pe vasà tre vote chistu core.

Luna calante tu te si addormuta
comme a na palomma
ca ce vò murire
novi amanti statemi a sentire"
("Canzone per Iuzzella" - Teresa de Sio)
I miei piedi frenetici, seppur rimasti fermi sul parquet, seguivano quelli degli altri, che danzavano al ritmo della voce di menestrelli irlandesi.
Ed io, seduta per terra, con occhi limpidi e sognanti seguivo quaranta braccia che come ali si aprivano ad ogni battito di tamburo, come fossero state sospinte da un soffio di vento..
Tutte in circolo, come un caleidoscopio di anime, si intrecciavano, in un'osmosi di sensazioni, di emozioni.
La tentazione di entrare in quel circolo di colori, è forte.
Ma ho il dono dell'Attesa. Mi gusterò questi mesi immaginandomi quel che sarà quando mi toglierò le scarpette per ricominciare a ballare a piedi nudi, con l'anima leggera, sospinta dall'amore che provo per quei corpi che docilmente si plasmano l'un l'altro in movimenti sinuosi.
So A-S-P-E-T-T-A-R-E.
Grazie a Cristina, per l'amorevole accoglienza di martedì sera, e per le risate, di cuore. Ne avevo nostalgia, davvero.

07 febbraio 2007

Già Lontana

Ascoltando "Empty House" - Air.

Neve sciolta ai bordi della via
parla di te
questo cielo muto senza stelle
racconta di te
in questa notte senza santi
senza madonne che piangono un figlio morto
il marmo bianco dei miei pensieri
scalfito da una lacrima
torna ad affogare in cristalli di sale.
E torno su quella via
per abbandonarti
lacrima amara dei miei giorni senza luce
danza in un oceano di emozioni
e lasciami andare

03 febbraio 2007

Sans titre.



Lucciola di notti d'estate
vieni a darmi luce
in questa notte
sii tu la mia nota,
lascia che io danzi
tra i tuoi mille veli rosa
lasciami accarezzare ogni tua duna
ogni luna che si apre sul tuo viso.
Fammi strada
attraverso le tue mani
leggera come un soffio
balla ancora con me
balla ancora per me.

A Me, a Beatrice, a Cristina Menconi, la mia insegnante di danza contemporanea, che qualche anno fa riuscì a portare la luna sul mio viso quando credetti di non saper più sorridere.

Kiki.


Danzando con "Comptine d'été n° 1" di Yann Tiersen.

29 gennaio 2007

Sguardo Dentro.


Chiudi in un cassetto immaginario tutto quello che è stato.
Ci sei solo tu, ora, in quella stanza, tappezzata di vita e di profumo di cannella.

E ti abbandoni alla tenerezza e alla dolcezza, che stanotte, dedichi a te stessa.

Uno sguardo al di fuori di te, uno sguardo lontano, velato di indulgenza.
Uno sguardo tiepido, come la camomilla nella tazza a fiori, accanto a te.

E ti guardo, ragazza.
Ti guardo e sorrido di te.

Sorrido perchè:

«Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo ad un risolino di stupore, stupore di essercela presa per così poco, e anch’io ho creduto fatale quanto poi si è rivelato letale solo per la noia che mi viene a pensarci. A pezzi o interi non si continua a vivere ugualmente scissi? E le angosce di un tempo ci appaiono come mondi talmente lontani da noi, oggi, che ci sembra inverosimile aver potuto abitarli in passato».

Dopo l'incipit del libro di Aldo Busi "Seminario sulla Gioventù" speri davvero di poter pensare quanto letto, magari tra vent'anni.

Chiudi la finestra stasera, come la donna del quadro di Monet. Chiudila e guarda dentro, con distacco. Sì. Con distacco.

E ti rialzi da terra, con le parole che sono le tue stampelle. Ti rialzi con forza. Perchè sei fortunata, di essere come sei...

Ragazza.

"..i fiori sanno sempre ripararsi dalla vergogna.
I dubbi esplodono davanti a due sentieri:
uno fatto di specchi ma senza desideri,
l'altro di spine e voglia di ricominciare,
lascio quello che trovo e cerco di trovare.."

Grazie, M.

Quadro: "Camille Monet" di C. Monet.

26 gennaio 2007

Mentre mi piove nell'Anima...


"..sono stagioni che vanno lontano e non tornano più..".
Sono tre giorni che è arrivato il freddo...la pioggia sbatte contro il vetro della mia finestra.
Guardo le gocce che veloci cadono le une sopra le altre. Appoggio la fronte al vetro freddo e le guardo cadere sopra il lampione della mia strada. Ho sempre pensato che la pioggia portasse via il dolore, lavando le strade.Sto ancora aspettando.
Sono giorni di profonda inquietudine.
Mi chiedo perchè scrivere mi faccia sentire meglio.
Forse perchè riesco a tirar fuori pensieri che finora si sono solo rincorsi nella mia mente. Forse perchè spero che un giorno, rileggendo queste poche righe, io possa sorridere, pensando "ce l'ho fatta".
Questi ultimi due anni sono volati via come la mia sciarpa per colpa del vento.
Volati.
Sono lontani, i ricordi e la voglia di ballare.
Due anni scivolati tra le mie dita. Mi sembra che tra le mani io non abbia nulla. Mi sento come se avessi seminato e qualche passero si sia divertito a portare via tutto. Non ho raccolto niente. Non c'è concretezza, non c'è felicità, oggi, sul mio viso.
Sempre le solite domande, merda.
Voglio andar via. Voglio cambiare tutto. Niente mi soddisfa davvero. Nessuno riesce a comprendere il mio senso di vuoto, interiore.
Vorrei mandare a puttane tutto e tutti, compresa me stessa.
Come ha detto ApePam, "fanculizziamo": gli insensibili, chi è rinchiuso come un riccio nella propria esistenza, chi non si cura degli altri, chi non chiede "scusa" quando ce ne sarebbe bisogno. Chi non riesce a capire che stai soffrendo. Chi ti dice "pensa a studiare, è il tuo futuro, la cosa più importante".
Ma come cazzo si fa a pensare ad un futuro felice se in questo momento si è troppo impegnati a non affondare nella merda circostante?.
Fanculo a me, che non accetto la realtà, che chiudo gli occhi per non vedere, e le orecchie per non ascoltare questa voce che da dentro mi dice: "basta".

24 gennaio 2007

Sei nell'Anima...


"...Quanta tenerezza
Non fa più paura
Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sei in ogni parte di me
Ti sento scendere
Fra respiro e battito
Sei nell’anima
In questo spazio indifeso
Inizia Tutto con te
Non ci serve un perchè
Siamo carne e fiato
Goccia a goccia,
fianco a fianco
Sei nell'Anima..."
(Gianna Nannini)
Foto di Pascal Renoux.

16 gennaio 2007

Odio et Amo


Amo: Giocare con i miei capelli. Fissare una persona negli occhi mentre mi parla e diventare rossa ad un complimento. Attaccarmi alla bottiglia per bere l'ultima goccia. Ascoltare la musica ad alto volume. Danzare a piedi nudi. Mangiare le cosce di pollo con le mani. Bere il the alle sei del pomeriggio e cercare di inzuppare le "Macine" del Mulino Bianco senza farle finire sul fondo. I sorrisi. Le strette di mano sincere. L'autobus 93 quando è in orario. L'odore del caffè in cucina quando mi sveglio. I posts - it di mio padre che mi augurano una buona giornata vicino al cesto della frutta. L'eye liner marrone. Il tango. Sottolineare i miei libri con il verde ed il celeste. Guardare le fotografie in bianco e nero. Passeggiare sotto la pioggia che bagna il mio cappello. Le scarpe pulite. Le parole: "sempre"; "lo farò con te"; "vieni ed abbracciami. Forte. Ancora di più"; "balla per me"; "sei elegante"; "sei un pò bambina"; "ma lo sai che ti voglio bene?Eh?Lo sai?". Ridere nelle circostanze più assurde. Mangiare la pizza e quando sono sazia, lasciare l'impasto e divorare solo la mozzarella ed i funghi. Fissare nel vuoto, persa nei miei pensieri. Dire "ti amo" come fosse la prima volta. Non aver paura di dire "ti amo". Le preghiere di mia nonna il giorno del mio esame. La foto di me bambina con le mani nella torta di compleanno. Emozionarmi quando qualcuno mi dice che sono brava, qualsiasi cosa sia. Essere autocritica sempre e comunque. Scrivere, a modo mio. Il rossetto rosso che non metto mai. Piazza San Pietro di notte. L'odore delle strade. Il profumo dei vecchi libri. I cd consumati per quante volte sono stati ascoltati, vissuti. Un jeans ormai strappato. La stampa de "Il Bacio" di Hayez che ho nella mia stanza. Vecchie lettere. Gli sms che in 4 righe raccontano una storia che dura da un anno e mezzo. I biglietti dell'aereo nel cassetto della scrivania. I ricordi, TUTTI. Gli abbracci silenziosi di mio nonno. Le sue caramelle "Rossana" nel vecchio mobile bar del tinello. Il profumo del caminetto. Un maglione di cashmere quando fa freddo. Le mani di qualcuno che accarezzano i tasti del pianoforte. Il teatro. La pazienza di Luca Nasti (Genio) nello spiegarmi la legge fisica di Ohm. Conoscere qualcuno che fino a quel momento era solo nella tua immaginazione. Perdonare ed esser perdonata. I biglietti di auguri scritti col cuore. Il rosso. Le rose. I tulipani bianchi. La neve. Il mare d'inverno. La mia vecchia casa al mare. Le lumache del mio giardino. Fabrizio de Andrè. I violini. Le vespe della mia foto. La meritocrazia. Scoprire ogni volta una città nuova. Essere una donna con gli occhi di una bambina.
Odio: Odiare. La falsità. L'ipocrisia. Vedere una compagna del liceo che fa fatica a salutarti. Far parlare di sè, non importa se bene o male, purchè si parli. La cioccolata fondente. I cetrioli. Il caffè amaro. Ridere dietro le spalle di qualcuno. Essere umiliata. Aver paura del giudizio delle persone a cui voglio bene. Vedere mia madre piangere. Deludere. Essere incompresa. Le persone che non ascoltano. I modesti. Le parole: "per sempre"; "sono orgoglioso, lo sai"; "non c'è rimedio"; "te l'avevo detto"; "non c'è più tempo"; "avrei voluto chiamarti ma poi..."; "estrinsecarsi". Le scuse inutili e le questioni ridicole. Le perifrasi.Le separazioni. I non sensi. Il gelato che si scioglie. Le ostriche. Il rossetto rosso che non metto mai. Le persone che sfruttano. Il razzismo, in qualsiasi forma. Chi guarda dall'alto in basso. Chi si sente qualcuno solo perchè ha un bell'orologio al polso. Chi non ha il coraggio di essere quello che è. Economia Politica. Rifiutare un voto ad un esame. Essere tanto egocentrica. Non riuscire a migliorare. Perseverare sempre nello stesso errore. La legge fisica di Ohm. Le separazioni. Non riuscire a chiudere col passato. Le persone che russano o che mangiano le patatine mentre io guardo un film. Leggere i sottotitoli in un'altra lingua. Le fictions italiane. Le calze a rete. La morte. Dire: "è finita". Non lasciare traccia di sè.
"Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior".

"Odio e amo. Perché io faccia questo, forse domandi.
Non lo so. Ma sento che accade e mi tormento".
(Catullo)
Foto :"Due" Grenoble - Kiki.
Listening: "Comptine d'Eté N.3" Yann Tiersen.

06 gennaio 2007

A testa in giù...


...perchè in questo momento è così che mi sento, persa tra pagine e pagine di diritto, articoli del codice etc etc (ok, ok. Non vi tedio più con la mia vita da studentessa annoiata).
Dopo ben S-E-I giorni dall'inizio del nuovo anno (ma..in che anno siamo??!!) premetto che vorrei davvero avere un modo carino ed originale per augurarvi che tutto ciò che desiderate di più si possa realizzare, ma visto che non ce l'ho, vi lascio i "..." che, per me, in questo momento, dicono tutto.
...
Bacio.
Ah, dimenticavo: "buon carbone" a tutti.
Foto di Piergiorgio Branzi.

24 dicembre 2006

Ventiquattro Dicembre 2006...

*
**
ed allora...
Buon Natale...
..Joyeux Noel
Feliz Navidad...
...un bacio a tutti. Di Cuore.
Kiki.
**
*

22 dicembre 2006

Waiting for Christmas...


...Meno 2!! :))

Foto: "I coniglietti infreddoliti" - Kiki.

15 dicembre 2006

Luci e Brividi..perchè questa è..NEW YORK.



Questo è quello che io ed Andre abbiamo vissuto, respirato, sognato, visto, annusato...due settimane di pura follia, di risate, di hotdog ai bordi delle strade...di luci, colori e stupore.
Video: "New York New York" by Andrea La Mesa.
Ps. Andre, torna presto dal Brasile che ho voglia di stringerti forte!

14 dicembre 2006


Vivi giorno per giorno
come se fosse l'ultimo.
Bevi alla coppa
come se contenesse
l'ultima goccia.
Non tralasciare nulla
nè un sorriso,
nè una lacrima.
Ed ora
Baciami
come fosse
la prima volta.

Foto di Robert Doisneau "Bacio all'Hôtel de Ville".

12 dicembre 2006

Inverno. Fuori.

La route continue..
...Toujours Là.
Foto: "Sulla via per Annecy" - Kiki.

08 dicembre 2006

Agua

"Razon y piel, dificil mezcla, agua y sed, serio problema..Cuando uno tiene sed pero el agua no esta cerca, cuando uno quiere beber pero el agua no esta cerca.."

Jarabe de Palo - Agua.

05 dicembre 2006

Gocce di Emozioni.

...non c'é bisogno di parole per cibarsi di questa pace.


.. cio' che vedo dalla finestra, mentre il profumo dei marrons pervade la stanza...

On air: "Tutto quello che un uomo" , Sergio Cammariere.

Foto:

Primo scatto: "La Grande Chartreuse" - La Correrie, France.

Secondo scatto: "Dalla finestra del Mio Piccolo Mondo" - Voiron, France.

by Kiki.

01 dicembre 2006

No AccaDueO.


Bocche e tette rifatte, sguardi persi in un' "ignoranza" senza fine.
E la mia amarezza per questa società, anche quella, è senza fine.
Io sono fatta così.
Non ci sto.
Parto.
Acqua?
Grazie, No.
Aria.
Ora, ho bisogno solo di questo.

A presto.
On air: "No Surprises" - Radiohead.

28 novembre 2006

Ad occhi chiusi..




..mi emoziono, quando ascolto la voce di questa ragazza e le note del pianoforte di Tiersen che incalzano incapaci di farti riprendere fiato. Ed allora vengo rapita da una voglia irrefrenabile di togliermi le scarpe, di sentire il parquet sotto la pelle dei piedi e di inziare a volteggiare per la stanza, a ritmo di musica.
Sono giorni che non scrivo. Rimango in silenzio, a pensare.
Il freddo sembra non arrivare. Quello vero, quello che ti spacca le labbra, quello che ti fa riparare dietro un cappello dai mille colori, quello che penetra anche i guanti nuovi.
Ma il problema non è il freddo che c'è fuori. E' il freddo che c'è dentro, quello che senti dentro quando tutto, fuori, è come tu non vorresti che fosse.
Mi aggiro per casa oggi, cercandomi tra le stanze. Perdo tempo. Perdo t-e-m-p-o. Eppure, dopo tutto, in questa condizione un pò da "purgatorio di indecisione" mi sento a mio agio. Aspetto.
E' come se fossi un pò ipnotizzata, come se dovessi svegliarmi all'improvviso.
Sto aspettando di...partire. Per ritrovare quella Me che Qui non c'è quasi mai.
Quella me sotto le coperte, al caldo, quella che si brucia sempre le labbra assaggiando il sugo, quella che si lecca le dita se le è rimasta un pò di cioccolata attaccata, quella che non vorrebbe scartare i regali perchè il pacchetto è troppo bello, quella che vorrebbe dire sempre "si", quella che mettendosi il mascara sugli occhi apre, inspiegabilmente, la bocca, quella che scende dal letto in punta di piedi per non far rumore, quella che quando è concentrata tira fuori la lingua, quella che pensa di meno e ride di più.
Quella me che mi appartiene. Senza "ma" e senza "come".
Mi appartiene e punto.

Ed aspettando di partire, continuo a ballare in punta di piedi. E continuo ad amare, finchè i miei occhi rifletteranno ancora luce.

Video: "Rue des Cascades" played by Yann Tiersen.

27 novembre 2006

Ventuno Marzo 1999. Un raggio di sole.



"...t'ho detto amore e tu m'hai messo in gabbia m'hai scritto sempre ma era scritto sulla sabbia t'ho detto eccomi e volevi cambiarmi t'ho detto basta e m'hai detto non lasciarmi abbiamo fatto l'amore e mi hai detto mi dispiace mi hai lanciato una scarpa col tacco e poi abbiamo fatto pace abbiam rifatto l'amore e ti è piaciuto un sacco e dopo un po' mi hai lanciato la solita scarpa col tacco gridandomi di andare e di non tornare più io ho fatto finta di uscire e tu hai acceso la tv e mentre un comico faceva ridere io ti ho sentito che piangevi allora son tornato ma tanto già lo sapevi che tornavo da te senza niente da dire senza tante parole ma con in mano un raggio di sole per te che sei lunatica niente teorie con te soltanto pratica praticamente amore ti porto in dono un raggio di sole per te..."

(Lorenzo)

A me, per tutte le volte in cui sono stata "incostante sentimentalmente".
Per quel mazzo di fiori, all'uscita di scuola, davvero inaspettato.
Per quel ricordo, così squisitamente dolce.
A me, per guardare indietro con la consapevolezza di aver vissuto.

Nella foto: Lorenzo Cherubini.

22 novembre 2006

21 novembre 2006

Baby Cantante.




La Valigia è Più Grande di Lei..

20 novembre 2006

L'odore del Sesso.


"..non va più via l'odore del sesso che hai addosso, si attacca qui, all'amore che posso, che io posso.. e ci siamo mischiati la pelle, le anime, le ossa ed appena finito ognuno ha ripreso le sue..
non va più via davvero non va più via nemmeno se..non va più via."
(Ligabue)
Foto di Bruce Weber, Calendario Pirelli 2003.

14 novembre 2006

Humor Unico


Come nascita sono di confessione ebraica, ma poi mi sono convertito al narcisismo”.

Dal film "Scoop" di Woody Allen.

13 novembre 2006

11 novembre 2006

Autunno. Undici Novembre.

Undici Novembre: tanti auguri mamma.
Quadro di Fernand Khnopff: "I lock my door upon myself, 1891".

08 novembre 2006

Respiro.



Foto di Robert Mapplethorpe.

06 novembre 2006

Sapore di Vento d' Inverno.



"Cento anni di solitudine"
"Cien años de soledad"

Grazie a Michele per la foto .

"Improvvisa tempesta di neve su Montmartre, Parigi, 2006" ©