Aveva deciso di mettere la valigia in cantina.
Aveva deciso di non partire più.
Diceva d'essere troppo stanco, nonostante la sua giovane età.
Aveva scelto di rimanere davanti al caminetto in questi giorni di pioggia, per fumare la pipa in solitudine.Aveva detto "basta così".
E poi..
E poi, gli sono venute in mente le parole di qualcuno che in passato gli aveva detto che dopo la pioggia sarebbe arrivato un arcobaleno talmente grande e talmente bello che sarebbe rimasto senza fiato.
Oggi le sue mani sono più calde. Guarda il cielo aspettando che quella nuvola dia spazio ad un raggio di sole.
Si sente un pò frastornato. E' tornato da poco da un lungo viaggio. Si sente un pò perso, confuso.
Oggi, non ha nemmeno voglia di fumare.
Il fuoco del caminetto ha bruciato tutta la notte un grande tronco di salice, che ora non piange più. Finito il dolore, resta la cenere. Incandescente, che riscalda ancora un pò.
Lui rimane a guardare cosa è stato. Di lui, di questi viaggi, delle persone che ha incontrato. Così tanti visi e colori e suoni ed odori. Appoggia le mani sugli occhi, come quando qualcuno vuole ripararsi il viso dal vento. Ma lì non c'è vento. Racchiude se stesso dietro quelle mani perché lì c'è solo lui coi suoi pensieri che seppur rimangono muti, prestando attenzione, si riesce a sentirne la voce.
A fargli compagnia silenziosa, ci sono:
La paura di scegliere ma la voglia di farlo;
L'ansia di commettere un errore pur sapendo di crescere sbagliando;
La curiosità di scoprire posti nuovi, ancora una volta;
La voglia di comprare una valigia nuova;
La necessità di prendere quel treno;
La fame di emozioni;
La sete di parole e di gesti nuovi;
Il bisogno di aprire le braccia al mondo intero, di ingoiare pagine di libri per conoscere ciò che ancora ignora, di avere orecchie da elefante per ascoltare anche suoni di formiche, di avere mani grandi e forti capaci di prendere cactus senza sentire il dolore delle spine.
Nel giardino:
La caparbietà dà schiaffi alla diversità.
La diversità dà calci all'amore.
L'amore prende per mano la diversità anche se ne ha paura.
La paura fa l'amore con la distanza.
La distanza fa la corte alla tristezza.
La tristezza danza con i violini.
I violini li sta ascoltando proprio ora.. il Nano del mio giardino.
Mentre se ne sta seduto in veranda guardando come si arrampicano sul muro i gelsomini profumati.
Loro si arrampicano ed anche lui, in un modo o nell'altro.
Si arrampica su parole senza meta non conoscendo quale sarà la sua prossima stazione. Ma sapendo che quel treno lo sta aspettando.
Il raggio di sole che poco prima aveva fatto capolino se n'è andato. Tornano le nuvole scure. Ecco il primo lampo. Ed il Nano sa che non sarà l'unico di questa giornata.
Entra dentro, si copre.
Durante un viaggio in Sicilia un amico gli regalò un bell'impermeabile celeste.
Se lo infila, lentamente. Poi, si risiede in veranda.
La voglia di fumare è tornata.
Si accende la pipa..
..resta a guardare il cielo che inizia a lacrimare.
28 marzo 2007
Le Nain de Mon Jardin
25 marzo 2007
Promenade d'une Vie
Ascoltando "Je l'aime à mourir" di Francis CabrelPaura di commettere un errore.
Un errore che potrebbe costare una vita di sorrisi.
Perchè di vita ce n'è una sola e le ferite vanno ricucite, non leccate.
E singhiozzi.
Singhiozzi.
Non respiri più. Le lacrime riempiono il viso come un fiume che straripa.
La paura ti fotte.
E poi quella stretta che ti fa sentire che c'è comprensione.
Si comprende la tua paura. La tua stanchezza.
E poi, e poi. La speranza.
Due vite. Due destini. Due vie s'intravedono.
E tu?
Cosa decidi tu?
Prenderai quella strada piana, o l'altra?
Quella piena di salite, di burroni e sabbie mobili?.
E se ti prendesse per mano, sollevandoti da terra?
Se riuscissi a guardare al di là del burrone?La vedi la torre su quella montagna?. Da lì mirerai quello che c'è sotto, quello che è stato.
Se riuscissi a vedere quel viso felice, mentre ti togli la sabbia di dosso?
E se..e se la smettessi di parlare al condizionale?
Vola, cazzo. Vola.
In alto.
Lasciati andare a quello che sarà. Senza paura.
Il futuro.
Una cosa troppo poco prevedibile, ora.
Lasciati amare, senza condizionali.
Quando tornerai con i piedi per terra, il dolore ci sarà. Ma tu sai camminare anche al buio. E poi lo sai, ci saranno cani bianchi che ti faranno da guida.
Fedeli, attenti.
Perchè questa è la passeggiata della vita. Ci saranno burroni, sabbie mobili, ma anche fiori da cogliere con mille spine ma dai mille colori. Riesci a vederli quei colori?
Ed ora prendi la sua mano, lo vedi? Ti sta tirando su. Sempre più in alto.
Ecco. Il vento ti tiene su. E se dovessi rimettere i piedi a terra, una cosa sola: non aver paura.
Parce que c'est la promenade d'une vie.
19 marzo 2007
19Marzo2007. Daniele LIBERO.
13 marzo 2007
Senza Chiave
03 marzo 2007
Ti regalerò una Rosa.

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
01 marzo 2007
Sempre Tu.
20 febbraio 2007
"La Vie Quotidienne"

TENDENZIALMENTE SEMBRO: un cartone animato giapponese
AMO: i miei occhi che sanno raccontarmi meglio di tutte le parole che scrivo e che dico; il mio francese; i miei genitori; mia nonna; i miei amici..
RIMUOVO: le persone che mi hanno fatto piangere
MI ELETTRIZZA: vincere qualcosa!
17 febbraio 2007
09 febbraio 2007
Chistu core

nasciste a lu tiempo
de la luna nova
'ncielo sulo e stelle pe curona.
Luna cresciente tu da stu giardino
cuglivi a uno a uno
tutti li culure
de la primmavera chiena 'e sciure.
A li tre notte de la luna chiena
tu ce si venuta
pe fare l'ammore
pe vasà tre vote chistu core.
Luna calante tu te si addormuta
comme a na palomma
ca ce vò murire
novi amanti statemi a sentire"
07 febbraio 2007
Già Lontana
Ascoltando "Empty House" - Air.parla di te
questo cielo muto senza stelle
racconta di te
in questa notte senza santi
senza madonne che piangono un figlio morto
il marmo bianco dei miei pensieri
scalfito da una lacrima
torna ad affogare in cristalli di sale.
E torno su quella via
per abbandonarti
lacrima amara dei miei giorni senza luce
danza in un oceano di emozioni
e lasciami andare
03 febbraio 2007
Sans titre.

Lucciola di notti d'estate
vieni a darmi luce
in questa notte
sii tu la mia nota,
lascia che io danzi
tra i tuoi mille veli rosa
lasciami accarezzare ogni tua duna
ogni luna che si apre sul tuo viso.
Fammi strada
attraverso le tue mani
leggera come un soffio
balla ancora con me
balla ancora per me.
A Me, a Beatrice, a Cristina Menconi, la mia insegnante di danza contemporanea, che qualche anno fa riuscì a portare la luna sul mio viso quando credetti di non saper più sorridere.
Kiki.
Danzando con "Comptine d'été n° 1" di Yann Tiersen.
29 gennaio 2007
Sguardo Dentro.

Ci sei solo tu, ora, in quella stanza, tappezzata di vita e di profumo di cannella.
E ti abbandoni alla tenerezza e alla dolcezza, che stanotte, dedichi a te stessa.
Uno sguardo al di fuori di te, uno sguardo lontano, velato di indulgenza.
Uno sguardo tiepido, come la camomilla nella tazza a fiori, accanto a te.
E ti guardo, ragazza.
Ti guardo e sorrido di te.
Sorrido perchè:
«Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo ad un risolino di stupore, stupore di essercela presa per così poco, e anch’io ho creduto fatale quanto poi si è rivelato letale solo per la noia che mi viene a pensarci. A pezzi o interi non si continua a vivere ugualmente scissi? E le angosce di un tempo ci appaiono come mondi talmente lontani da noi, oggi, che ci sembra inverosimile aver potuto abitarli in passato».
Dopo l'incipit del libro di Aldo Busi "Seminario sulla Gioventù" speri davvero di poter pensare quanto letto, magari tra vent'anni.
Chiudi la finestra stasera, come la donna del quadro di Monet. Chiudila e guarda dentro, con distacco. Sì. Con distacco.
E ti rialzi da terra, con le parole che sono le tue stampelle. Ti rialzi con forza. Perchè sei fortunata, di essere come sei...
Ragazza.
"..i fiori sanno sempre ripararsi dalla vergogna.
Grazie, M.
Quadro: "Camille Monet" di C. Monet.
26 gennaio 2007
Mentre mi piove nell'Anima...

Guardo le gocce che veloci cadono le une sopra le altre. Appoggio la fronte al vetro freddo e le guardo cadere sopra il lampione della mia strada. Ho sempre pensato che la pioggia portasse via il dolore, lavando le strade.Sto ancora aspettando.
Sono giorni di profonda inquietudine.
Mi chiedo perchè scrivere mi faccia sentire meglio.
Forse perchè riesco a tirar fuori pensieri che finora si sono solo rincorsi nella mia mente. Forse perchè spero che un giorno, rileggendo queste poche righe, io possa sorridere, pensando "ce l'ho fatta".
Questi ultimi due anni sono volati via come la mia sciarpa per colpa del vento.
Volati.
Sono lontani, i ricordi e la voglia di ballare.
Due anni scivolati tra le mie dita. Mi sembra che tra le mani io non abbia nulla. Mi sento come se avessi seminato e qualche passero si sia divertito a portare via tutto. Non ho raccolto niente. Non c'è concretezza, non c'è felicità, oggi, sul mio viso.
Sempre le solite domande, merda.
Voglio andar via. Voglio cambiare tutto. Niente mi soddisfa davvero. Nessuno riesce a comprendere il mio senso di vuoto, interiore.
Vorrei mandare a puttane tutto e tutti, compresa me stessa.
Come ha detto ApePam, "fanculizziamo": gli insensibili, chi è rinchiuso come un riccio nella propria esistenza, chi non si cura degli altri, chi non chiede "scusa" quando ce ne sarebbe bisogno. Chi non riesce a capire che stai soffrendo. Chi ti dice "pensa a studiare, è il tuo futuro, la cosa più importante".
Ma come cazzo si fa a pensare ad un futuro felice se in questo momento si è troppo impegnati a non affondare nella merda circostante?.
Fanculo a me, che non accetto la realtà, che chiudo gli occhi per non vedere, e le orecchie per non ascoltare questa voce che da dentro mi dice: "basta".
24 gennaio 2007
Sei nell'Anima...

16 gennaio 2007
Odio et Amo

Nescio, sed fieri sentio et excrucior".
"Odio e amo. Perché io faccia questo, forse domandi.
Non lo so. Ma sento che accade e mi tormento".
06 gennaio 2007
A testa in giù...

24 dicembre 2006
22 dicembre 2006
15 dicembre 2006
Luci e Brividi..perchè questa è..NEW YORK.
14 dicembre 2006
12 dicembre 2006
08 dicembre 2006
Agua
"Razon y piel, dificil mezcla, agua y sed, serio problema..Cuando uno tiene sed pero el agua no esta cerca, cuando uno quiere beber pero el agua no esta cerca.."
Jarabe de Palo - Agua.
05 dicembre 2006
Gocce di Emozioni.
01 dicembre 2006
No AccaDueO.
28 novembre 2006
Ad occhi chiusi..
..mi emoziono, quando ascolto la voce di questa ragazza e le note del pianoforte di Tiersen che incalzano incapaci di farti riprendere fiato. Ed allora vengo rapita da una voglia irrefrenabile di togliermi le scarpe, di sentire il parquet sotto la pelle dei piedi e di inziare a volteggiare per la stanza, a ritmo di musica.
Sono giorni che non scrivo. Rimango in silenzio, a pensare.
Il freddo sembra non arrivare. Quello vero, quello che ti spacca le labbra, quello che ti fa riparare dietro un cappello dai mille colori, quello che penetra anche i guanti nuovi.
Ma il problema non è il freddo che c'è fuori. E' il freddo che c'è dentro, quello che senti dentro quando tutto, fuori, è come tu non vorresti che fosse.
Mi aggiro per casa oggi, cercandomi tra le stanze. Perdo tempo. Perdo t-e-m-p-o. Eppure, dopo tutto, in questa condizione un pò da "purgatorio di indecisione" mi sento a mio agio. Aspetto.
E' come se fossi un pò ipnotizzata, come se dovessi svegliarmi all'improvviso.
Sto aspettando di...partire. Per ritrovare quella Me che Qui non c'è quasi mai.
Quella me sotto le coperte, al caldo, quella che si brucia sempre le labbra assaggiando il sugo, quella che si lecca le dita se le è rimasta un pò di cioccolata attaccata, quella che non vorrebbe scartare i regali perchè il pacchetto è troppo bello, quella che vorrebbe dire sempre "si", quella che mettendosi il mascara sugli occhi apre, inspiegabilmente, la bocca, quella che scende dal letto in punta di piedi per non far rumore, quella che quando è concentrata tira fuori la lingua, quella che pensa di meno e ride di più.
Quella me che mi appartiene. Senza "ma" e senza "come".
Mi appartiene e punto.
Ed aspettando di partire, continuo a ballare in punta di piedi. E continuo ad amare, finchè i miei occhi rifletteranno ancora luce.
Video: "Rue des Cascades" played by Yann Tiersen.
27 novembre 2006
Ventuno Marzo 1999. Un raggio di sole.

"...t'ho detto amore e tu m'hai messo in gabbia m'hai scritto sempre ma era scritto sulla sabbia t'ho detto eccomi e volevi cambiarmi t'ho detto basta e m'hai detto non lasciarmi abbiamo fatto l'amore e mi hai detto mi dispiace mi hai lanciato una scarpa col tacco e poi abbiamo fatto pace abbiam rifatto l'amore e ti è piaciuto un sacco e dopo un po' mi hai lanciato la solita scarpa col tacco gridandomi di andare e di non tornare più io ho fatto finta di uscire e tu hai acceso la tv e mentre un comico faceva ridere io ti ho sentito che piangevi allora son tornato ma tanto già lo sapevi che tornavo da te senza niente da dire senza tante parole ma con in mano un raggio di sole per te che sei lunatica niente teorie con te soltanto pratica praticamente amore ti porto in dono un raggio di sole per te..."
(Lorenzo)
A me, per tutte le volte in cui sono stata "incostante sentimentalmente".
Per quel mazzo di fiori, all'uscita di scuola, davvero inaspettato.
Per quel ricordo, così squisitamente dolce.
A me, per guardare indietro con la consapevolezza di aver vissuto.
Nella foto: Lorenzo Cherubini.
22 novembre 2006
21 novembre 2006
20 novembre 2006
L'odore del Sesso.

"..non va più via l'odore del sesso che hai addosso, si attacca qui, all'amore che posso, che io posso.. e ci siamo mischiati la pelle, le anime, le ossa ed appena finito ognuno ha ripreso le sue..non va più via davvero non va più via nemmeno se..non va più via."
14 novembre 2006
Humor Unico
Dal film "Scoop" di Woody Allen.
13 novembre 2006
11 novembre 2006
08 novembre 2006
06 novembre 2006
Sapore di Vento d' Inverno.
"Improvvisa tempesta di neve su Montmartre, Parigi, 2006" ©
31 ottobre 2006
Abbracci e Giudizi Universali
"Troppo cerebrale per capireche si può star bene senza calpestare il cuore,
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi
come sulle aiuole.
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l'odio,
Torre di controllo aiuto,
sto finendo l'aria dentro al serbatoio...
Libero com'ero stato ieri,
ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi,
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori...
come Mastroianni anni fa,
sono una nuvola,
fra poco pioverà
e non c'e' niente che mi sposta
o vento che mi sposterà..."
Ed anche dalla giornata di ieri ho imparato qualcosa..
Qualcuno sa ancora ascoltare, guardandoti negli occhi, in silenzio..poi, un abbraccio, che ti fa sentire al sicuro. Protetta. Ed allora, grazie Manu, un grazie grande come il cielo.
E a te, Caracol Loco, alla tua forza che vince i mille kilometri che ci separano, dico solo questo: Je t'aime plus que tout.
Ps. Ho la fortuna di avere degli amici eccezionali al mio fianco, che mi danno tutti gli stessi consigli. Quindi, da ciò deduco (anche se non ho mai dubitato), che un fondo di verità queste parole lo abbiano..
Io sono impulsiva e maledettamente testarda. Ma prometto di seguire di più le vostre parole, perchè so che sono dettate dalla maturità e dal bene che vi lega a Me. Mi impegnerò..
Ayer aprendì algo..
Alguien todavia es capaz de escuchar, mirandote en los ojos, en silencio...luego, un abrazo, que hace sentirte segura. Protegida. Y pues, gracias Manu, un gracias grande como el cielo.
Y a ti, Caracol Loco, a tu fuerza che gana los mil kilometros que nos separan, solo digo eso: Te quiero muchisimo.
Ps. Tengo suerte de tener unos amigos excepcionales a mi lado, que me dan todos los mismos consejos.
Y por eso, de esto deduco, (aunque nunca dudè), que un fundo de verdad esas palabras lo tengan.
Yo soy impulsiva, y malditamente testaruda, pero desde ahora prometo de escuchar mas vuestras palabras, porque ya se que estan dichas por personas maduras que me quieren mucho. Voy a empenarme...
Foto di François Marie Banier - "Ritratto di Marcello Mastroianni"
20 ottobre 2006
Indimenticabile.

Paura. Di cadere. Nel Vuoto. Ma poi, ti stringe la mano, forte. Più forte. Sei sicura, ora.
E così, appesa ad un filo, guardi dietro di te. Le pupille sono intrise di mille colori, mentre tu dondoli nell'aria.
Arrivi in alto, e ti senti come protetta in un bolla di sapone lassù, ad 800 metri dalla realtà e vorresti che quella salita non avesse mai una fine.
Ed arrivi lassù e quello che vedi ti fa sentire una piccola parte di un tutto più grande. Ti fa sentire che ci sei, che ti appartieni, che gli appartieni, e che sei Viva.
Il silenzio del cielo: una sensazione indimenticabile.
Questa notte prova a contare le stelle, una, due, tre, dieci, cento, mille..forse, in un punto preciso dell'universo, i miei ed i tuoi grandi occhi s'incontreranno. Sì, anche stanotte..
Foto di Alain Mangis : "Grenoble en blanc et noir"; Ultimo scatto: "La Bastille de Grenoble" by Kiki.
Traduccion por los amigos chilenos (perdonad mis faltas, por favor!)
"Inolvidable"
"Miedo. De caer. En el vacio. Pero poco despues, te apreta la mano. Fuerte. Mas Fuerte. Estas segura ahora.Y asi, colgada a un hilo, te das la vuelta para mirar atras. Las pupilas estan empapadas de miles colores, mientras tu balanceas en el aire. Llegas arriba, y te sientes como protegida en una pompa de jabon, alla ariba.Estas a 800 metros lejos de la realidad y querrias que aquella subida no tuviera nunca un fin.Al final consigues llegar hasta arriba y lo que ves te hace sentir una pequena parte de un todo mas grande. Te hace sentir que "estas", que perteneces a Ti, que perteneces a El, que estas Viva.El silencio del cielo: una emocion inolvidable.Esta noche, intenta contar las estrellas: una, dos, tres, diez, ciento, mil..a lo mejor, en un punto preciso del universo, los ojos, mios y los tuyos, se encontraran...sì, tambien esta noche..".
18 ottobre 2006
Più Tempo..

..per dire alle persone che sono lontane, che mi mancano le loro voci.
Per abbracciarle, per ringraziarle di tutti i momenti passati a ridere con le lacrime agli occhi.
Vorrei un giorno fatto di quarantotto ore, senza mai sentire la stanchezza ed il sonno.
Vorrei poter studiare senza perdere la concentrazione, cercando mille scuse inutili per alzare la testa dal libro.
Vorrei avere più tempo per conoscere chi ancora non conosco, ed inondarlo di fiumi di parole.
Vorrei prendere per mano le persone, trasmettergli così la mia vita e poter capire la loro.
Vorrei essere a conoscenza di mille storie, per poterle raccontare ai miei figli, una notte qualsiasi.
Vorrei avere un minuto da dedicare agli altri, quelli che soffrono, quelli che si sentono soli ed incompresi. Capire cosa cercano e chi sono.
Vorrei avere tempo per ascoltare con più pazienza le parole di mia madre.
Vorrei prendere per mano mio padre ed ascoltar parlare i suoi silenzi per ore.
Vorrei avere il tempo di prendere un aereo, sì, proprio ora, andare in Francia, con un sacchetto con della pasta al pesto, e portarla al ragazzo che amo, affinchè la guardia in ospedale sia meno dura..
Vorrei stare qui a scrivere finchè i miei occhi stanchi non si chiudano..vorrei poter uscire con cento persone diverse nella stessa giornata.
Dio, vorrei bere e mangiare senza essere mai sazia...vorrei, vorrei.
Vorrei conoscere qualcosa del domani. O forse, no.
Ringrazio Dio per non esser andata in facoltà ieri, per non esser salita su quel metrò, perchè ora, magari, non sarei qui a sognare di volere tutte queste cose.
Ed allora il mio pensiero stasera va a quella ragazza, meno fortunata di me..
Un abbraccio forte, a tutti Voi.
Ps. Vorrei darvi di più, davvero.
16 ottobre 2006

"No somos quien
nada en el mundo
pero estamos en el
no hay que olvidar quien se queda atras
muchos hermanos se los lleva el mar
con un dolor, llorando canta el mar
yo no se....
que puedo hacer?
si en mi alma late sangre bereber
que puedo hacer?
mis vecinos vienen y no pueden pasar
se los lleva el mar, llorando canta el mar
I don't know, if you come back
I don't know, if you come back to me
sera, lo mejor que hay en mi
seguro sera y el futuro dira
no hay final,
si hay que seguir
no hay final, si hay, no hay.."
(Amparanoia)
"Non siamo nessuno nel mondo
però ci stiamo
non si deve dimenticare chi rimane indietro
molti fratelli li porta via il mare
con un dolore, piangendo il mare canta,
io non lo so..
che posso fare?
se nella mia anima batte sangue bereber
che posso fare?
Se i miei vicini vengono e non possono passare,
se li porta via il mare, piangendo canta il mare,
io non lo so se tu tornerai,
non so se tornerai da me,
sarà il meglio che c'è in me,
sicuramente ci sarà
ed il futuro dirà
che non c'è una fine,
si, bisogna continuare,
non c'è una fine,
si c'è..
no, non c'è.."
Foto di Sebastiao Salgado
14 ottobre 2006
Vento

Cuando todo el mundo se queda fuera..y tu respiras la vida con los pulmones llenos, sintiendote afortunada, cogiendo por mano el Amor..y solo en este momento, te das cuenta que el resto ya no tiene tan importancia.
Foto: Tramonto alla Bastille - Grenoble by Kiki.
08 ottobre 2006
Lasciarsi...

..andare.
Alla rabbia.
Alle proprie emozioni.
Alle lacrime.
Alle paure che giocano a nascondino.
Piangi in ginocchio invocando non so quale Dio affinchè possa ascoltarti.
Eppure, il tuo Dio, sembra distratto da circa un anno.
Le tue sofferenze non trovano scampo, non trovano pace.
Pace.
Solo quattro lettere...che non riescono a cullarti, a portarti in una dimensione nuova..
Non sai quale sia la tua condizione. Fluttui in questi giorni senza tempo, avvolta da grande inquietudine interiore e malessere dell'anima.
La rabbia per la tua impotenza..il non riuscire a cambiare le cose...
Il senso di responsabilità sulle tue spalle troppo poco larghe.
Trascini un carro senza ruote.
Ti butti la sabbia negli occhi da sola..aspettando che arrivi il vento a rischiarare le tue pupille..
Ma questo vento non arriva.
Solo tempeste che non lavano via i ricordi ed il tuo dolore, ma che ti portano alla deriva.
Vorresti cancellare la rabbia, il dolore, la pochezza di spirito di chi ti circonda.
E cerchi di trovare conforto in te stessa. In questa ragazza che sa che cosa sia il dolore.
E parlo di me, come di un'altra.
Perchè vorrei non sapere cosa significhi voler vivere in un altro posto, vorrei non sperare più di essere in un altro dove, senza spazio nè tempo.
Vorrei non voler fuggire più, sul quel prato con l'erba bagnata dove sembra che niente sia tuo, che nulla ti appartenga davvero.
Ma tu ci sei, e non puoi sparire.
E stasera sono ancora in ginocchio aspettando una risposta...però non da Dio. Una risposta che venga dalla mente, stavolta.
Perchè il cuore segue strade tutte sue, che non sempre riescono a condurti sulla "retta via".
E stanotte piangerò in silenzio, senza lacrime. Sarà un pianto discreto, non farò rumore. Resterò con me stessa...cercando di tirarmi su da quelle ginocchia doloranti.
Voglio stare da sola. Nessuno mi è davvero indispensabile. Ho bisogno solo di me stessa.
Foto di Pascal Renoux
05 ottobre 2006
"The Waves"
04 ottobre 2006
再见 - Goodbye

Un mercoledì indefinito, di qualche mese fa, tra le 14 e le 14.30:
"Ciao Anna, come stai?";
"Bene glazie e tu?";
"Bene, ma sono affamatissima!!; mi puoi far fare un'anatra alla pechinese per favore?"..
"Ma celto, è plonto più presto di subito".
...
Così era Anna, la proprietaria del ristorante cinese a venti metri da casa mia: gentile, amabile con quel suo accento cinese inconfondibile...
Ieri, passeggiando sotto casa, mi accorgo che al posto dell'insegna "Ristorante Cinese Perla d'Oriente " c'era "Ristorante Japponese".
Non è possibile!!Dopo quasi D-I-E-C-I anni, il mio ristorantino cinese preferito ha chiuso i battenti!
Voi starete pensando: "Beh, per la chiusura di un ristorantino cinese, scrivi un post??".
Ebbene, SI.
Perchè quello non era solo un semplice "ristorantino cinese"; quello era il punto di ritrovo di molta gente del quartiere, il luogo dove sfamarsi con del buon riso saltato alle verdure anche alle undici di sera, dopo il cinema o il teatro, perchè MAI i proprietari ti avrebbero chiuso la porta in faccia dicendoti "la cucina è chiusa; ergo, muori pure di fame".
Punto di ritrovo per i pranzetti con mia madre, la quale non ama cucinare e la scusa del cinese "sotto casa" era sempre buona..i pranzi e le cene trascorse in allegria con il liquore cinese (di cui ancora devo capire l'origine), le risate con gli amici..ed i pranzi veloci, passati anche da sola, con un buon libro e nell'altra mano una nuvoletta di gamberi calda.
Le cene con Giselle, dove si faceva "a gara" a chi dovesse acciuffare l'ultimo pezzetto di raviolo al vapore..incorreggibili golose.
Le facce di Sergio e Ghighi, piuttosto scettici mentre io ordinavo la zuppa agropiccante..."è troppo torbida, non ne vedo il fondo e quindi non so che ci mettono 'sti cinesi"...mi rispondevano loro...
Le cene con il mio francese, ad agosto, appena arrivato di notte dalla Francia, con la macchina, distrutto ed affaticato..tenersi per mano, mentre Roma quasi non fa più rumore...mangiare lì fuori su quei tavolini che difficilmente si reggono in equilibrio.
Ci sono passate davvero tante persone, di tutti i tipi. Dagli attori usciti dal teatro dietro la Chiesa della piazza, agli operai che stanchi, andavano a rifocillarsi.
Le risate con mio padre, quando ordinava imitando il loro accento...ed io mi arrabbiavo pensando che potessero offendersi..
...ed ora, un ristorante jappo.
Sebbene mi piaccia la cucina giapponese, so bene che non sarà la stessa cosa...style diverso, non ci sarà più quel kitsch terrificante tipico dei ristoranti cinesi, con le tovaglie di seta dai colori improponibili, e le pareti di legno intarsiato con scene dell'antica Cina.
Ma d'altronde il risto jappo è più "cool"...così dicono.
Non c'è niente da fare, con la chiusura della "Perla d'Oriente" si è chiusa "un'epoca", fatta di bei ricordi e di grandi mangiate.
Chissà, magari stasera proverò il nuovo ristorante pur sapendo che la gentilezza di Anna sarà ineguagliabile.
Nella foto: Anna e la sua"Perla d'Oriente"




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